La Figc cerca soluzioni Champions con final eight?

Oggi riunione della commissione medico-scientifica per stabilire come ripartire Il 23 aprile l’Uefa deciderà il percorso per finire la stagione delle coppe europee
ROMA. Venti giorni e il calcio pensa di rimettersi in moto per tornare a giocare. Se e come lo farà è un rebus ancora tutto da decifrare, ma visto che lo stop agli allenamenti ha come scadenza il 3 maggio, sempre che non arrivino proroghe del governo a causa dell'emergenza coronavirus, l'obiettivo è farsi trovare pronti in caso di via libera. Il calcio, un po’ come in tutta Europa, spinge per ripartire: ma la palla sta alla politica per il via libera. La strada è in salita tra leghe con interessi - soprattutto economici - molto diversi, e club contrapposti con alcuni che premono e altri che frenano. Il tutto senza contare gli ostacoli organizzativi al momento della ripresa dell'attività vista la necessità di rispettare i nuovi princìpi inseriti nei protocolli di sicurezza in via di definizione in queste ore. La commissione medico-scientifica istituita in federcalcio si riunirà oggi in videoconferenza proprio per fare il punto della situazione. Le conclusioni del gruppo di lavoro presieduto dal professor Zeppilli arriveranno dopo aver raccolto le relazioni pervenute dalle differenti componenti e dai quattro esperti infettivologi esterni alla commissione. In questa fase verranno indicate solo le linee guida per la ripresa degli allenamenti in condizioni di totale sicurezza. L'idea sulla quale si sta ragionando è imporre una sorta di «lungo ritiro» in cui tenere isolate squadre e addetti ai lavori (staff tecnico e sanitario, fisioterapisti, magazzinieri) per ridurre così il più possibile il rischio contagio. Il cronoprogramma prevede quindi di cominciare gli esami dal 27 aprile, il ritorno in campo per gli allenamenti dal 4 maggio, e la ripartenza del campionato nell'ultimo week end del mese. «Il calcio è un gioco che mette a contatto diverse persone, anche se giovani, e se si giocasse sarebbe bene farlo magari a porte chiuse», ha ribadito Giovanni Rezza, direttore del Dipartimento di Malattie Infettive dell'Istituto Superiore di Sanità, sottolineando che «qualora il Governo decidesse di riaprire anche alcune attività ricreative, come quelle sportive, allora l'importante è che si facciano in sicurezza».
E le coppe Europee? Secondo il Mundo Deportivo potrebbe esserci una novità. Per la Champions – così come per l’Europa League – torna in auge, infatti, l’ipotesi di un concentramento con le otto squadre iscritte ai quarti (l’Atalanta tra queste, in attesa dei risultati delle sfide di ritorno di Juventus e Napoli). Una final eight da disputare in una città che abbia la capacità di ospitare un torneo di questo tipo e che non sia tra quelle maggiormente colpite dal Covid-19.
Il 23 aprile è in programma la riunione dell’Uefa per capire quale sarà il percorso del finale di stagione delle coppe europee.
Angelo Caradonna

