LA FLESSIONE NON CANCELLA LE CERTEZZE

di ANTONIO DE LEONARDIS Altro che decollo, il doppio turno casalingo ha regalato al Pescara solo un punto, dopo la mezza beffa con l'Ascoli, il tonfo, del tutto inatteso, con il Trapani, ad allungare...
di ANTONIO DE LEONARDIS
Altro che decollo, il doppio turno casalingo ha regalato al Pescara solo un punto, dopo la mezza beffa con l'Ascoli, il tonfo, del tutto inatteso, con il Trapani, ad allungare una serie negativa che dura ormai da oltre un mese. Tre pareggi e 2 sconfitte, l'ultimo atto con una prestazione decisamente sotto tono e un finale da suicidio quando ormai l'acuto di Fornasier sembrava comunque aver evitato il peggio. E così il Pescara nelle ultime cinque giornate ha visto scemare non solo il sogno che sembrava bello e possibile di poter lottare per la promozione diretta, ma anche gran parte dell'enorme vantaggio che aveva accumulato nei confronti della larga schiera delle candidate ai play off. Ha recuperato 6 punti il Cesena, 5 il Novara, addirittura 8 lo Spezia che oggi occupa l'ottavo posto in classifica assieme all'Entella e al rilanciato Bari. Vista così un mezzo disastro, ma è del tutto fuoriluogo considerare il momento negativo e l'indubbia flessione emersa soprattutto nella sfida di martedì sera come una pesante bocciatura per una squadra che mantiene intatti, invece, i notevoli valori messi in campo nel corso della stagione. Sul piano psicologico una grossa botta ai biancazzurri l'ha data senz'altro la clamorosa beffa di Cagliari che ha cancellato una prestazione strepitosa, lasciando uno strascico di delusione difficile da assorbire senza danni. Sul piano fisico e, dunque, delle prestazioni hanno inciso invece le tante assenze importanti, mal surrogate dalle operazioni che hanno caratterizzato il mercato di gennaio. Pesantissimo (e fin troppo evidente) il lungo forfait di Hugo Campagnaro ma altrettanto condizionanti, in negativo, gli infortuni di Crescenzi e, più recentemente, di Memushaj. L'ultimo Pescara che abbiamo visto, sicuramente poco brillante rispetto al suo standard normale, ha risentito in maniera chiara di questi problemi contingenti dettati dall'emergenza.
Ci sta e non c'è da farne un dramma, anche guardando la classifica che vede i biancazzurri ancora saldamente al terzo posto e dunque con intatte possibilità di centrare il primo obiettivo, quello cioè di arrivare ai play off con un piazzamento importante. E' questa la base per non perdere autostima, certezze e indentità di gioco, che sono poi il patrimonio costruito insieme al tecnico e, ora più che mai, da difendere con convinzione. Questa squadra non ha bisogno di un bagno di umiltà proprio perché non è stata mai presuntuosa e le sue fortune se l'è cercate giocando sempre col massimo impegno, perfino in una gara negativa come quella col Trapani. Niente processi, allora, ma nervi saldi e la volontà di uscire dal tunnel puntando tutto sulle proprie forze che restano comunque sufficienti per recitare fino in fondo un ruolo da protagonisti.
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