La Francia ci crede: ora sappiamo come si fa a vincere

15 Luglio 2018

Il ct Deschamps: il ko agli Europei ci è servito di lezione Lloris: «Serve prudenza, loro hanno grandi qualità»

MOSCA. Vent'anni dopo la vittoria del Mondiale casalingo, la Francia è ad un passo dal ripetersi. L'ultimo ostacolo, allo stadio Luzhniki di Mosca, sarà la Croazia.
Didier Deschamps ha definito «un privilegio» poter giocare la partita di oggi pomeriggio. «Per un professionista, non c'è niente di più bello di giocare una finale dei Mondiali», ha detto il ct francese alla vigilia del match. Un privilegio che Deschamps conosce bene, lui che nel 1998 aveva alzato al cielo il trofeo iridato, quella volta come giocatore. Quest'anno la sua nazionale ha raggiunto il vertice della competizione senza attirare troppa attenzione, vincendo sempre di misura, ma con una spietata efficienza. Né l'Argentina di Messi, né la promettente «generazione d'oro» belga hanno retto il confronto con quella che si è dimostrata la squadra più completa ed equilibrata del torneo. Ma anche se oggi la Francia parte favorita, i giocatori frenano l'entusiasmo. «Siamo ancora lontani da vincere il trofeo», ha detto il capitano dei Les Bleus Hugo Lloris. «I croati hanno dimostrato di possedere qualità mentali e fisiche straordinarie».
Già, perché dopo le dolorose debacle patite in finali importanti - prima contro l'Italia nel Mondiale 2006, poi contro il Portogallo nell'Europeo 2016 - i francesi hanno imparato la prudenza. In particolare l'ultimo Europeo è un ricordo che ancora brucia nella memoria dei giocatori. «È stata una sconfitta difficile da digerire», ha detto Lloris. «Non sapevamo se avremmo avuto un'altra opportunità di rappresentare il calcio del nostro paese».
Per Deschamps quella sconfitta ha insegnato molto alla nazionale francese. «Ci è servita da lezione», ha detto il tecnico che può eguagliare il record del brasiliano Zagallo e del tedesco Beckembauer, gli unici ad aver vinto un Mondiale in campo e in panchina, «solo attraversando situazioni difficili come quella si ha la possibilità di migliorare».
E la lezione è: mai sottovalutare l'avversario, specialmente in una finale. Infatti, anche se la Croazia non può vantare stelle nascenti come Kylian Mbappé (del Paris Saint Germain), i francesi dovranno fare attenzione al talento più discreto, ma non per questo meno pericoloso, dei centrocampisti croati. Primo fra tutti Luka Modric (del Real Madrid), che lo stesso Deschamps ha definito «un giocatore con una grande intelligenza, che esercita una grande influenza sulla sua squadra».
Per vincere oggi, come sostiene il ct, sarà allora necessario un perfetto equilibrio tra «serenità, sicurezza e concentrazione».
Insomma, ormai il traguardo è vicino, tanto che 'Les Bleus' faticano a crederlo. «Non so se abbiamo pienamente realizzato quanto siamo andati lontano», ha dichiarato il capitano Lloris, che sa di essere vicino alla partita più importante della sua carriera. «Domani (oggi, ndc)», ha aggiunto, «ci affideremo alla stessa forza di volontà che ci ha guidati fin dall'inizio, permettendoci di affrontare tutte le sfide sul nostro cammino».
Angelo Caradonna