La gara intelligente di Andrea

«Sapevo di dover correre in difesa per ottenere il massimo possibile»
di Walter Nerone
La Ducati rallenta, Andrea Iannone accelera. Barcellona avara di soddisfazioni per il team di Borgo Panigale, ma il “maniaco” di Vasto dopo le qualifiche più grigie della stagione (12°, quarta fila) regala una delle prestazioni più intelligenti della carriera, usando più la testa che la manopola del gas, e porta a casa un quarto posto che vale oro.
Quanto basta per saltare terzo nella classifica mondiale, dietro Rossi e Lorenzo, scavalcando anche il compagno di scuderia Dovizioso e relegando Marquez addirittura a 25 punti, un Gp di distanza.
Iannone si accontenta di scalare un paio di posizioni e gestire in sicurezza le prime curve nel gruppone, incassando poi in premio i vantaggi dalle uscite di pista, a partire da quelle di Marquez e Pol Espargarò.
Dopo quattro giri mentre è in bagarre con Redding lo passa Pedrosa, ma il vastese evita di reagire e tiene il ritmo gestendo gomme e settima piazza (sesta dopo la caduta di Dovizioso) alle spalle di Smith. L'inglese fa l'elastico per una decina di giri ma a sette dalla fine deve arrendersi al vastese, che si ritrova non lontano da un Alex Espargarò in calo progressivo. L'aggancio sembra possibile ma, a cinque dalla fine, anche lo spagnolo va a sdraiarsi sulla ghiaia liberando la quarta piazza dietro a Pedrosa.
«Sono abbastanza soddisfatto», dice al rientro al box, «sapevamo di dover correre in difesa, perciò abbiamo evitato rischi inutili e gestito la corsa cercando di ottenere il massimo possibile». Un dopo-gara rilassato, con qualcuno che si diverte anche a prospettare a Iannone possibili cambi di team per coltivare maggiori ambizioni. «Sto bene dove sto, e spero di starci a lungo, un team favoloso, dove si lavora sodo e bene», replica pronto Iannone, che dedica anche un pensiero all'antico e nuovo rivale Marquez: «Ha qualche problema, ma sono certo che tornerà presto competitivo, lo vogliamo tutti perché ne guadagna lo spettacolo. E poi a me piace battagliare con Marc».

