La giornata particolare di Conte nella sua Torino: «Bello tornare qui»

Dopo le polemiche, abbraccio fra il ct e il presidente juventino Agnelli «Adesso dobbiamo far crescere i giovani e guardare avanti»
La notte delle scosse. Quella del suo “vecchio” stadio, quella del gol di Pellè e del pareggio di Townsend: «Peccato perché abbiamo avuto tante occasioni contro un’avversaria di spessore come l’Inghilterra – racconta Antonio Conte –, ma sono contento perché ho avuto la possibilità di vedere dei giocatori al debutto come Valdifiori. Dobbiamo far crescere questi ragazzi. Il mio ritorno? È stata un’emozione fortissima».
D’altra parte il ct l’aveva annunciato poco prima di assaggiare gli applausi di uno Stadium pieno soltanto per due terzi: «Sono stato chiamato alla guida della Nazionale per dare la scossa in un momento molto difficile per il calcio italiano. Cercherò di darlo a tutto il movimento, con le buone o con le cattive. Da parte mia vorrei più unità, vorrei che tutti remassero nella stessa direzione», ha aggiunto Conte sfiorando quelle polemiche di marca juventina che hanno agitato i sonni azzurri nell’ultima settimana, dopo il “caso Marchisio”.
Un volo radente per non riaccedere il botta e risposta nel teatro di tanti trionfi, proprio per mettersi in scia a chi aveva alzato l’indice contro i suoi metodi da selezionatore-allenatore, troppo esigente con i muscoli avuti in prestito dai club, soprattutto dalla Juventus. «Non diceva così quando guidavo la sua squadra», aveva detto Conte rispondendo a John Elkann che ieri ha firmato l’armistizio: «Questa è una giornata importante per la Nazionale. Si giocherà una grande partita a Torino e io sono orgoglioso che si disputi allo Juventus Stadium. Sarò contento di essere lì e di tifare per l’Italia», il messaggio del rampollo di casa Agnelli che però ha evitato di nominare il ct, almeno fino a quando gli è stato chiesto se lo saluterà dopo la partita: «Io saluto tutti». Parole che comunque hanno fatto piacere a Conte, come ha rivelato il numero uno della Federcalcio, il presidente Carlo Tavecchio: «Adesso è molto più sereno». Serenità che è cresciuta in modo esponenziale al momento dell’annuncio delle formazioni, quando il nome del commissario tecnico azzurro è stato applaudito a lungo dallo Stadium. Il prologo di un accoglienza senza sgarbi né risentimento in un’atmosfera tutt’altro che tesa, anche ai piani alti, come ha confermato anche l’incontro tra lo stesso Tavecchio, il consigliere federale Claudio Lotito e i vertici della Juventus, il presidente Andrea Agnelli e l’amministratore delegato Giuseppe Marotta in testa che all’arrivo allo stadio avevano voluto incontrare proprio Conte: l’altra sera erano al summit dei top club Uefa in Svezia, ieri non hanno voluto mancare alla recita azzurra, quell’azzurro che – su ordine preciso dell’organizzazione Figc – aveva coperto all’entrata il “malizioso” tabellone d’entrata allo stadio che richiamava agli scudetti reclamati dalla Juventus: «Non c’è 2 senza 3». Ma non c’era spazio neppure per la polemica, ieri.
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