La giovane Italia parte bene e fa festa con Barella e Kean

24 Marzo 2019

L’attaccante della Juventus, 19 anni, è il primo Millenial a segno con la maglia azzurra Buoni riscontro dalla linea verde, martedì a Parma la prima verifica contro Liechtenstein 

UDINE. L'Italia di Roberto Mancini ha voglia di futuro. La nazionale che in tanti aspettavano dopo gli smarrimenti Mondiali è forse nata nella notte di Udine; giovane e piena di promesse, quella del millennial Kean su tutti. A lasciarlo intuire, più del 2-0 sulla Finlandia che apre la corsa azzurra alla qualificazione per Euro 2020, sono le immagini simbolo di una serata dal gioco peraltro non brillantissimo: prima il gol di Nicolò Barella, a 22 anni già leader del centrocampo a livello internazionale; poi il raddoppio di Moise Kean, quasi un ringraziamento dell'investitura da predestinato che il ct gli ha regalato, insieme all'esordio da titolare. E infine il debutto di un altro giovane talento, Nicolò Zaniolo. Mancini sorride perché le sue scelte sono premiate, e d'altra parte sa che le difficoltà di Immobile al centro dell'attacco e quelle di Jorginho in mezzo al campo sono un piccolo campanello. Oltre ad aver facilitato il compito alla Finlandia incatenata sul suo modulo difensivo.
Gioventù, qualità e un pizzico di spavalderia: più che il modulo 4-3-3 è questo lo schema con la quale Mancini affronta la sua prima ufficiale per Euro 2020. In cerca del gol mancante, il ct non va sull'usato sicuro Quagliarella e scommette su Kean: è il millennial juventino, alla prima assoluta da titolare, a completare il tridente d'attacco composto da Immobile al centro e Bernardeschi a destra.
La scelta di Piccini-Biraghi come terzini danno ancor di più l'idea di una nazionale dal ciuffo sbarazzino. Al contrario, la Finlandia si blinda a catenaccio, 5-4-1 con Pukki unica punta. Pronti via, gli azzurri tengono palla e dopo soli 7' le scelte di Mancini sono premiate, ma non dall'attacco: il gol arriva con una gran botta di Barella - giovane, talentuoso centrocampista - che si coordina da fuori area sulla respinta di testa della difesa finlandese.
Decisiva la deviazione di Vaisanen, difensore del Crotone, ma coordinamento e potenza vanno tutte a merito dell'azzurro. Il raddoppio chiesto da Mancini potrebbe arrivare al 40', in assenza di Var l'arbitro Grenfeld non vede che Vaisanen in area sgambetta Bernardeschi. Nella ripresa la difesa azzurra trema quando Jorginho - non eccellente la sua serata - regala palla all'avversario sulla trequarti. È invece il 21' quando la Finlandia è pericolosissima e sfiora il pari: cross di Lod, girata al volo di Pukki a un millimetro dal palo. La fase della partita è la più difficile per l'Italia, a tirarla fuori dal pantano è il gol simbolico di Kean, primo nato nel nuovo secolo ad andare in rete con la nazionale maggiore: il 2-0 arriva al 29', su una percussione di Immobile finalizzata dal filtrante in area che il compagno d'attacco non spreca, anticipando il portiere di sinistro. Immobile esce e subito Quagliarella al suo posto conferma l'intenzione di confermarsi re mida del gol: la gioia di tornare a segnare anche in azzurro gliela sottraggono in una manciata di minuti prima una gran parata di Hradecky sul colpo di testa, poi la traversa sul suo gran destro. Fino al fischio finale, c'è spazio anche per l'esordio di Zaniolo: altro giovane talento chiamato da Mancini prima ancora di giocare in A e ora pronto anche per l'azzurro. La nuova Italia è definitivamente nata, martedì sera a Parma la prima verifica contro Liechtenstein.
Angelo Caradonna