La Juve gonfia il petto: «Scudetto epocale»

26 Aprile 2016

Il presidente Agnelli: «Erano tutti pronti a farci il funerale e invece...»

TORINO. Un altro scudetto vinto davanti alla televisione, dopo quello conquistato due anni fa. Uno scudetto «epocale», il «più bello», come lo definisce capitan Buffon, perché ottenuto - ricorda il presidente Andrea Agnelli - «quando tutti erano pronti a celebrare il nostro funerale e invece abbiamo scritto la storia». La Juventus conquista il quinto tricolore consecutivo, il 32esimo, e la Torino bianconera torna a fare festa. A Vinovo, dove Buffon e compagni si allenano mentre la Roma batte il Napoli e regala la matematica vittoria, come per le vie del centro, dove i tifosi danno sfogo a tutto il loro entusiasmo per un successo che a inizio stagione – con appena dieci punti in dodici partite – era impensabile. Ed è proprio alle tante critiche di inizio anno che Allegri guarda non appena lo scudetto è una certezza. «Dico sempre che si cresce solo attraverso le difficoltà: riguardo il nostro percorso, sono ancora più orgoglioso!», sottolinea il tecnico, al secondo centro in altrettante stagioni sulla panchina bianconera. «A ottobre eravamo dodicesimi, fuori da tutto e l'allenatore doveva essere cambiato», ricorda ancora. «È uno scudetto pazzesco, abbiamo fatto un risultato straordinario e penso che 24 vittorie su 25 partite siano irripetibili». Una «rimonta impressionante, che capitan Buffon spera «non si sia fermata a Firenze ma continui nelle ultime tre gare per suggellare un'impresa incredibile. È stata una dimostrazione di forza incredibile: è stata la vittoria di un gruppo coeso e granitico, dalla squadra alla società», aggiunge il portiere, protagonista assoluto con parate da Pallone d'Oro alla soglia dei 40 anni. Lo sguardo è al presente, con tre partite di campionato ancora da onorare e una finale da Coppa Italia da giocare, ma anche al futuro. «Ad agosto ricomincerà un'altra stagione e noi ripartiremo con la certezza di sapere di valere, perché quando fai una partita alla pari con una squadra come il Bayern Monaco significa che ormai sei arrivato a un livello veramente importante». Alla Champions League guarda anche la società. «L'anno prossimo vogliamo fare una Champions da protagonisti», assicura il dg Beppe Marotta, pronto ad allestire una squadra «competitiva sia in Italia che in Europa» ripartendo dal prolungamento del contratto di Allegri e dalla conferma dei tanti campioni che fanno già parte della rosa bianconera. Dal giovane Dybala - «sono venuto alla Juve perché volevo iniziare a vincere» - ai suoi senatori. Come Bonucci, che dedica lo scudetto «a chi diceva che senza campioni come Pirlo, Vidal e Tevez non saremmo stati gli stessi. Invece abbiamo dimostrato che, a partire dalla società, questo è un gruppo vincente». E Barzagli, che dà alla squadra «un bel 10 per quello che ha fatto nonostante la partenza». «Ma la stagione non è finita: abbiamo ancora la finale di Coppa Italia», conclude il difensore, «la nostra mentalità è di non appagarsi mai e volere sempre puntare al trofeo successivo». E la Juventus non vuole più fermarsi.

Già, ma il mercato? Sembra difficile trattenere Alvaro Morato, lo spagnolo che il Real può riportare a Madrid – e poi magari rivendere – grazie al diritto di recompera da esercitare pagando una clausola di circa 30 milioni. I nomi più gettonati sul fronte arrivi sono quelli del centrocampista del Benfica André Gomes e dell’attaccante Cavani del Paris Saint Germain. Sull’uruguaiano una mezza conferma arriva dallo stesso ad Beppe Marotta. ««Cavani», ha detto, «è un giocatore che potrebbe fare al caso nostro però è un giocatore del Psg, e non so cosa faranno. Noi siamo pronti a cogliere tutte le opportunità per migliorare questo gruppo».