La Juve non decolla: solo un pari col Brest

4 Agosto 2024

In gol Vlahovic e Danilo, ma i francesi impattano (2-2) nel finale 

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JUVENTUS (4-2-3-1): Di Gregorio (46’ Perin); Savona (62’ Danilo), Gatti (62’ Bremer), Cabal, Cambiaso (84’ Rouhi); Locatelli, Thuram (84’ Adzic); Weah (84’ Sekulov), Fagioli (62’ Douglas Luiz), Mbangula (46’ Yildiz); Vlahovic. All: Thiago Motta

BREST (4-3-3): Coudert; Lala, Chardonnet, Ndiaye (59’Le Cardinal), Amavi (77’ Dembélé); Martin (77’ Zogbé), Magnetti (77’ Camblan), Camara; Le Douaron (77’ Mbock), Ajorque (59’ Pereira Lage), Del Castillo. All: Eric Roy

Arbitro: Abisso di Palermo
Reti: 51’ Camara (B), 58’ Vlahovic (J), 72’ Danilo (J), 83’ Camblan (B)
Note: spettatori 20mila circa
PESCARA
Calcio d'agosto, quindi inaffidabile, meglio dirlo subito. Calcio legato più a esigenze di sponsor e TV che non a quelle dei tecnici, vero. E quindi i due indizi (Norimberga e Brest) non fanno una prova, per giunta con un impianto di squadra con almeno tre incognite da risolvere sul mercato, salvo clamorosi ripensamenti di Chiesa (finito sul mercato e non convocato per la sfida di ieri). Però la Juve vista contro i francesi pare decisamente in ritardo. A essere cattivi per quasi un'ora si sono rivisti, con protagonisti diversi, i problemi di quella di quella di Allegri ma non le soluzioni di Motta. Certo dopo 10 giorni sarebbe ingeneroso chiederle ma tra quindici giorni sarà campionato e una partenza ad Handicap è un lusso che il nuovo corso bianconero vorrebbe risparmiarsi, che Thiago Motta in particolare forse non può permettersi. Sì d'accordo, quella francese è una squadra decisamente scomoda per chiunque in questo periodo. Ancora euforico dopo lo straordinario campionato chiuso dietro solo a PSG e Monaco. Ma è comunque il Brest, quello di Camara e Del Castillo su dai... Per la prima italiana Motta sceglie una formazione tra il futuribile e lo sperimentale, tenendo in panca almeno quattro dei titolari putativi (Douglas Luiz, Danilo, Bremer e Yldiz) e disegna un 4-1-4-1 con Fagioli e Locatelli in linea dietro a Vlahovic con Weah e Mbangula esterni. Il fisico Thuram si pone a filtro davanti Gatti e Cabal con Savona e Cambiaso sulle corsie. Non meno fluido il 4-3-3 del Brest, imperniato su un gruppo di solido ma senza grandi nomi, intorno ai quali Eric Roy ha costruito in meno di due anni un piccolo capolavoro sportivo, destinato a fare storia nella piccola cittadina (per dimensioni non dissimile da Pescara) della costa atlantica francese. La partita non offre granché nella prima parte. Bisogna aspettare il 22esimo (bolide di Weah dai 30 metri) perché abbia un piccolo sussulto. A parte un altro guizzo del figlio di papà e un paio di tocchi sporchi di Vlahovic, spesso poco sincronizzato con i compagni, fino al riposo null'altro che i ventimila fan accorsi all'Adriatico avranno orgoglio di raccontare al ritorno a casa. In avvio di ripresa entrano Yldiz per Mbangula e Perin. Ma la partita resta sonnacchiosa. Finché, al 6' a sorpresa i francesi passano con Camara che raccoglie sotto misura e butta nel sacco. Reazione bianconera più di nervi che di testa. Ma al 12' è pari: pallone buttato nel mucchio da Cambiaso e Locatelli agganciato sul sinistro. Rigore. E Vlahovic rompe il sortilegio dagli 11 metri. Il pubblico di accende. Finalmente. Al 26', dopo che Perin ha sbrigato un paio di pasticci, il raddoppio juventino. Bella percussione di Douglas Luiz con tiro deviato in angolo. Batte il centrocampista ex Villa e irrompe Danilo in area e segna con stacco perentorio. Applausi convinti. L'ingresso di Douglas ha certamente ravvivato la scena. Ma la Juve continua a vivere di improvvisazioni. E di errori. Così al 38' Camblan gela tutti con una deviazione dopo veloce contropiede. La festa è rinviata, finisce 2-2.
Walter Nerone
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