La Juve può già festeggiare basta una vittoria a Udine

23 Luglio 2020

I bianconeri campioni d’Italia per la nona volta consecutiva se battono i friulani Sarri sbotta: «Le critiche? Non me le spiego, forse sono antipatico a qualcuno»

TORINO. Lo scudetto della Juventus, il nono dell’ultima collezione e il primo per Maurizio Sarri è dietro l’angolo. Dopo il pari di ieri dell’Inter, ai bianconeri basta vincere a Udine (ore 19,30) per cucirsi il tricolore sul petto per la nona volta di fila. «È come quando vai vicino a fare gol, non è sufficiente perché non lo hai fatto - l’esempio utilizzato da Sarri- perciò dobbiamo restare concentrati: nello sport essere vicini non vuol dire niente, dovremo avere la testa sulle singole partite perché sarà faticoso». Nonostante il titolo sia a un passo e la Juventus sia in corsa nella Champions League, Sarri resta nel mirino della critica: «Non so spiegarmelo, magari è perché sto sui c... a qualcuno ma mi interessa poco dell’opinione, seppur legittima, dei giornalisti», l’attacco frontale in conferenza stampa, «perché penso di saperne di più in materia, dal momento che ho dei dati in mano e conosco le difficoltà che dobbiamo affrontare». Ha raccolto solo un pareggio nelle ultime tre partite, ma l'Udinese resta comunque un avversario temibile: «È una squadra fisica, ha fatto buone prestazioni ed è tra le formazioni ad arrivare meglio al 90’», ha detto Sarri sui ragazzi di Gotti, «perciò dovremo prepararla bene, anche se abbiamo poco tempo».
Non ci sarà Bonucci per squalifica, Rugani scalpita: «Non sono d’accordo con chi punta il dito su di lui, a Milano è andato in difficoltà come tutta la squadra in quel momento di black out - il pensiero del tecnico sul centrale - e se ha giocato poco è solo colpa mia: avrebbe meritato più spazio, ma spesso abbiamo preferito puntare sulla personalità e l’esperienza di Leo». Davanti gli intoccabili Ronaldo e Dybala, in mediana Rabiot e Pjanic, Sarri parla anche dei singoli: «Cristiano e Paulo sono due campioni di livello mondiale, non vedo problemi nella loro coesistenza: può capitare che non riempiamo bene l’area di rigore, ma è tutto compensato dalla forza individuale dei due giocatori che in coppia in questa stagione hanno fatto 51 gol». «CR7», ha proseguito Sarri, «mi ha detto che sta benissimo, Rabiot è in crescita e dopo un normale periodo di ambientamento sta tirando fuori le sue qualità». Sul conto di Pjanic, «Miralem ha sempre giocato e ora ha ricevuto delle esclusioni perché abbiamo fatto delle valutazioni sulle avversarie che avremmo affrontato». La Juventus è a un passo dallo scudetto poi potrà concentrarsi sulla Champions: resta da ribaltare lo 0-1 di Lione per passare gli ottavi e preparare poi la missione in Portogallo. C’è tempo, prima Sarri vuole gustarsi il suo primo scudetto.
«Ospitiamo la prima della classe», dice Gotti, tecnico dell’Udinese, «una squadra che tutti conoscono benissimo e che sta vincendo tantissimo in serie A. Però sappiamo che ogni partita ha una sua storia. Dobbiamo essere bravi a ricostruirci dal punto di vista mentale, fisico e tattico».
Roberto Di Candio