La Juventus ipoteca gli ottavi Blitz firmato Buffon e Cuadrado

Champions. A Lione il portiere para un rigore a Lacazette, il colombiano entra e segna il gol partita Gigi salva il risultato in altre due circostanze, bianconeri per 36’ in dieci per l’espulsione di Lemina
La Juve di Allegri vince a Lione e allunga le mani sugli ottavi Champions League. Buffon è l’eroe che la tiene in piedi nel momento più difficile. Decisivo tre volte, forse quattro considerando la parata su Gonalons. Buffon vola sul rigore di Lacazette, nega un gol d’istinto a Fekir, smorza l’urlo sul colpo di testa di Tolisso. Il resto lo fa Cuadrado. Con la Juve in dieci per l’espulsione di Lemina al 9’ della ripresa, l’allenatore sceglie il colombiano che lo premia con l’acuto da tre punti: fuga, finta, dribbling e tiro sul primo palo che sorprende Lopes. La Juve è prima nel girone e ha 4 punti sul Lione con la possibilità di chiudere il discorso a Torino tra 15 giorni. La Signora cerca il varco a velocità ridotta, senza alzare il ritmo, senza verticalizzazioni. Il Lione è povero. Allegri sposta Pjanic in una sorta di 3-4-2-1. Ma Lemina rovina i piani: il francese, già ammonito, entra da dietro su Fekir e lascia la Juve in dieci. Allegri mette Cuadrado al posto dello spento di Dybala e nel giro di sette minuti il colombiano risolve. Il finale del Lione è l’assalto. Ma c’è Buffon a proteggere una vittoria che sa di impresa. Gli ottavi sono dietro l’angolo. Tra due settimane la sfida di ritorno. «Sono contento e ringrazio Dio. Il gol? Ho cercato di fare una giocata, ho alzato la testa e ho provato a tirare una bomba... Ci sono riuscito» dice Juan Cuadrado, il match winner. «È stata una gara molto difficile contro una grande squadra. Ma quando siamo stati in inferiorità numerica abbiamo fatto una partita da Juve. L’obiettivo è arrivare primi nel girone». Cuadrado guarda già al Milan: «Adesso dobbiamo voltare pagina perché in campionato ci attende uno scontro importantissimo».
«So, senza presunzione, di essere molto autocritico. E non ho bisogno che gli altri me lo dicano e mi manchino di rispetto. Manchino di rispetto a una persona e a una carriera. Tra le stupidate che ho sentito ne accetto una: io da Buffon pretendo di più», ha detto il portiere. «Perché non ho esultato dopo le parate? Eravamo in inferiorità, mancava tanto tempo e non volevo disperdere energie. Lo dovevo ai compagni, alla società e ai tifosi».

