La Lazio concede il bis e dà un altro 3-1 alla Juve

Sterile possesso palla bianconero, Lulic e compagni sono più incisivi
RIAD (ARABIA SAUDITA). 3-1 come il 7 dicembre scorso. La Lazio ripete a Riad, anche nel punteggio, l'impresa fatta in campionato, vince la Supercoppa italiana e infligge alla Juventus di Sarri la seconda sconfitta stagionale, sottolineata con una smorfia di dolore da Cristiano Ronaldo a fine partita, mentre Simone Inzaghi esulta dicendo che «abbiamo fatto qualcosa di magico battendo la Juve per due volte». Dopo le otto vittorie consecutive in serie A, arriva il successo di Riad che vale la quinta Supercoppa nazionale per i biancocelesti. A farne le spese dopo la beffa del 2017 (Murgia segnò il gol-partita al 93') è di nuovo la Juventus, per la quale ha fatto il tifo quasi tutto il pubblico presente al “King Saud”, fra i quali tante donne, alcune senza velo, altre vestite con la maglia bianconera di Cristiano Ronaldo, idolo della folla saudita che ha spesso sottolineato con grida ogni suo tocco di palla. Una dimostrazione d'amore non ripagata: per il fuoriclasse portoghese è stata una serata non brillante. Così la vittoria del gruppo dell'ottimo Simone Inzaghi, superiore ai rivali a centrocampo, è stata meritata, proprio come quella in campionato, e frutto di una condotta di gara attenta contro una Juve in cui continua a non vedersi l'impronta del gioco di Sarri.
Il tecnico ha schierato nella formazione iniziale il tridente ma Inzaghi non ha fatto una piega. Oltretutto, i tre gioielli non hanno affatto inciso, basti pensare, oltre a CR7, a Higuain, servito poco e male e fra i peggiori in campo. Buona invece, in particolare nel primo tempo, la prova di Paulo Dybala, ma il numero dieci stavolta ha predicato nel deserto. Dall'altra parte ha brillato un Luis Alberto che ha stretto i denti per esserci, ha subito dopo appena nove minuti un intervento di Matuidi che forse avrebbe meritato il cartellino rosso diretto (unico episodio discutibile della buona direzione di gara del teramano Calvarese), ma poi ha preso in mano il gioco e si è dimostrato l'impeccabile direttore d'orchestra della banda laziale. La Lazio va in vantaggio proprio con una rete del suo andaluso che scarica in porta sull'assist a rimorchio di Milinkovic. Nulla da fare per Szczesny e Juve che nei minuti successivi accusa il colpo. Poi si riprende ma raccoglie solo qualche calcio d'angolo, prima di una punizione calciata a lato da Dybala. A sfiorare il gol, e quindi il raddoppio, è poi la Lazio con Szczesny che salva su Correa. Poco dopo ci prova in area Milinkovic, ma al 45' è la Juve che pareggia con una conclusione da rapace di Dybala che si avventa sulla respinta di Strakosha su conclusione di Ronaldo.
Ad inizio ripresa possesso palla Juve e primo cambio di Sarri, che sostituisce uno spento De Sciglio (dalla sua parte la Lazio ha fatto troppe incursioni) con Cuadrado. Poi Sarri spunta il tridente e Ramsey entra al posto di Higuain mentre nella Lazio Leiva, stanco, lascia il posto a Cataldi. Due minuti dopo fuori anche Luis Alberto, ammonito, e dentro Parolo. Lazzari continua a creare problemi ad Alex Sandro, Lulic spinge sull'altra fascia e, lui che è uomo di coppe, al 28' segna un gol col suo piede sbagliato, il destro, dopo la spizzata di Parolo sul cross di Lazzari. La Juve comincia a temere che possa davvero finire come in campionato, la sua manovra non ha sbocchi e a nulla serve l'ingresso di Douglas Costa. Così nel recupero, subito dopo che Calvarese ha espulso Bentancur per doppio giallo, Cataldi trova la rete del 3-1 con una bellissima punizione. Lotito aggiunge un altro trofeo alla sua collezione.
An gelo Caradonna

