La Lazio ridimensiona il Milan

11 Settembre 2017

I rossoneri vanno sotto su rigore, poi affondano sotto i colpi di uno scatenato Immobile (tripletta)

ROMA . Uno show con tripletta e il Milan sparisce. Ciro Immobile si prende la scena all'Olimpico e gli applausi sono tutti per lui, irresistibile nel trascinare la Lazio (tre gol e un assist) al successo sui rossoneri, per la prima volta in questo inizio di stagione alla mercé degli avversari. È bastata la classe e l'intuito da gol dell’attaccante di razza ai biancocelesti per sbaragliare la squadra di Montella sul prato dell'Olimpico, che ha ben tenuto dopo il diluvio che si era abbattuto sulla capitale fin dalla mattina e che ha causato un'ora di rinvio.
Al di là dei meriti di “Super Ciro”, la squadra di Inzaghi si è dimostrata decisamente più squadra dei rossoneri e cinica quanto basta nelle occasioni clou: merito del suo cecchino d'oro ma anche della sagacia tattica del tecnico piacentino che ripropone il modulo vincente di Supercoppa, il 3-4-2-1. Anche gioco forza, visto le assenze di Felipe Anderson e Nani (in tribuna). Nel Milan, confermate le anticipazioni della vigilia: 4-3-3 con Calabria preferito ad Abate e Borini a dar manforte a Suso. Anche senza le ali, alla Lazio basta il suo centravanti per mettere a nudo i limiti di una difesa rossonera orfana di Romagnoli e Conti. E stavolta nemmeno il talismano Cutrone, preferito da Montella ad Andrè Silva e Kalinic, porta fortuna.
Pronti via e i biancocelesti dopo nemmeno un quarto d'ora sono costretti a fare il primo cambio per l'infortunio di Wallace. Entra Bastos che dopo nemmeno 1' ha la palla del vantaggio ma Bonucci spazza a mezzo metro dalla porta sguarnita. Biglia, per la prima volta titolare, è l'ombra del giocatore ammirato qui per tre anni e i fischi degli ex tifosi lo lasciano sempre poco lucido nei momenti clou. La Lazio al 25' reclama anche un rigore su Luis Alberto, Rocchi lascia correre e fa bene perchè è lo spagnolo a cercare la gamba di Musacchio.
Per mezz’ora il match sonnecchia, tanti falli e zero occasioni. Serve un episodio per farla decollare: arriva al 37' per un entrata di Kessie su Luis Alberto, rigore (senza Var) e gol di Immobile. Che da quel momento in poi si trasforma in un cecchino infallibile, prima sfornando a fine primo tempo un tiro al volo da urlo su cross di Lulic (tra i migliori) e poi a inizio ripresa (3') finalizzando alla perfezione uno splendido assist di Parolo (espulso nel recupero per doppio giallo). Non basta, perchè due minuti dopo, al termine di una sgroppata a tutto campo Super Ciro riesce a regalare la palla della quaterna a Luis Alberto, tutto solo davanti all'incolpevole Donnarumma. Uno choc per Montella, quasi incredulo a bordo campo: ha solo la forza di spedire dentro Kalinic e Calhanoglu (per Borini e Cutrone) e vedere la sua squadra almeno firmare il gol della bandiera (ma col solito Immobile vicino alla quaterna e Lukaku a un passo dal 5° sigillo). Un po’ pochino dopo 200 milioni spesi al calciomercato.
«È una brutta sconfitta, ci sono state tante cose negative sulle quali dobbiamo lavorare. Un episodio a livello psicologico ha cambiato la gara, il calcio d'angolo dove la Lazio stava segnando. Poi da lì abbiamo perso coraggio e loro sono stati cinici. Dobbiamo ancora diventare squadra, tutti insieme ci siamo allenati poco ma so che non abbiamo tempo. Questo match ci ha detto che siamo indietro». Così un deluso Vincenzo Montella a fine partita ha commentato la batosta rossonera.