La missione di Cascione «Riempire lo stadio»

Alle ore 17,30 il battesimo del tecnico chiamato a risolvere la crisi
PESCARA. Capelli lunghi, un po’ più bianchi di qualche anno fa, stesso sorriso e idee chiare. Emmanuel Cascione, il nuovo allenatore del Pescara, si è presentato in conferenza stampa. A a dire il vero è stato un ritrovarsi in quella che era stata la sua casa. «Sono contento di essere tornato in una piazza che per me è unica. Abbiamo passato dei momenti speciali, spero di riviverli». Il riferimento è alla promozione in A del 2012 con Zeman, ma oggi come allenatore avrà un compito più difficile. Alle 17.30 contro il Pontedera il debutto di Cascione in panchina in uno stadio che per i 45’ non avrà i suoi tifosi in curva nord.
Assenze e aspetto mentale. Pellacani non sta ancora bene, Vergani ancora out, ma da lunedì si riunirà alla squadra, Cangiano assente per squalifica e Tunjov fuori per scelta tecnica: per il resto tutti a disposizione. «La squadra? Viene da un periodo di incertezze, deve ritrovare tranquillità. Abbiamo bisogno di lavorare ma le questioni tattiche vengono ora in secondo piano. L'età media è bassa, ma se abbiamo 45 punti vuol dire che le qualità ci sono e le certezze devono essere ritrovate. E’ vero, ho poca esperienza, ma ho voglia di lavorare con una squadra che mi dà grande fiducia. Sento di poter fare un ottimo lavoro».
Tunjov non convocato. Emmanuel Cascione non ha svelato particolari indicazioni. «Vorrei scombussolare il meno possibile l’undici iniziale e trovare un assetto fisso. Ho dei dubbi a centrocampo per l’idea di partita che dobbiamo fare. Il grosso del lavoro è stato fatto a livello mentale e contro il Pontedera avrò le prime risposte». Subito una novità: Tunjov non convocato per scelta tecnica, a casa. I dubbi di Cascione dovrebbero essere tre. Pierno-Floriani e Mesik-Di Pasquale per la difesa, Dagasso-Franchini in mediana. Per il resto le scelte dovrebbero essere fatte. 4-3-3 il sistema di partenza, Pierno (o Floriani), Brosco, Di Pasquale (in vantaggio su Mesik) e Milani in difesa; in mediana Squizzato play con Aloi e uno tra Franchini e Dagasso, ma non è escluso che Aloi faccia il play con Dagasso e Franchini ai fianchi, mentre il tridente offensivo sarà composto da Accornero, Cuppone e Merola. «Il play? Squizzato, Aloi, e Dagasso possono giocare in quel ruolo. Aloi ha personalità. Dagasso ha un gran motore ed è molto maturo per la sua età. Sa fare grandi cose. Per me il play è un ruolo delicato. E voglio un giocatore che faccia lo schermo davanti la difesa. Vi ricordate Verratti? Era un campione e si mise a disposizione per la fase difensiva. Squizzato è il giocatore giusto, ma deve crescere in personalità. Di Pasquale? Sta bene, non ha subito mentalmente il momento negativo».
Cascione e la trattativa. «Come è nata la trattativa con il Pescara? Con una telefonata di Delli Carri. Ciao Manuel, mi ha detto il direttore, domani vieni a Pescara. Ok va bene, arrivo. Non c’è stato bisogno di discutere. Cosa mi ha chiesto la società? Abbiamo analizzato cosa mettere a posto. Alla rifinitura ho visto il piglio giusto, contro il Pontedera il risultato è importante, ma non fondamentale. Il carattere non si può allenare? Non è vero, devo essere io a farlo».
Cascione e Zeman. «Non l’ho ancora sentito. Colgo l’occasione per salutarlo. Che posso dire? Da quella stagione in poi è sempre stato dentro di me. Mi ha aperto la mente. È unico e irripetibile. Qualche spunto e qualche consiglio lo porterò sempre con me e già da giocatore cercavo di capire certe dinamiche. Ma non posso fare quello che fa lui».
Cascione e la tifoseria. «La tifoseria? Va ricompattata. Un ambiente a 360°unito per arrivare ai risultati sperati è fondamentale. E sapete cosa sogno? Di rivedere quello stadio come nell’anno della promozione in A».
Enrico Giancarli
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