La missione di Conte: raggiungere l’eccellenza

Il tecnico: «Sono qui per cambiare i giri del motore, non per vivacchiare Non ci sono problemi con i dirigenti, anche loro sanno che si poteva fare meglio»
MILANO. Aumentare i giri del motore dell'Inter e alzare tutti l'asticella per cambiare la storia del club nerazzurro.
È questo il messaggio che Antonio Conte ha mandato alla società, dopo la sconfitta contro il Dortmund «non uno sfogo ma un discorso costruttivo», come precisa lui stesso, e anche alla vigilia della sfida contro il Verona. Questa volta è calmo, l'analisi è ancora lucida ma i toni sono più tranquilli. Non c'è la ferita fresca della sconfitta a bruciare. Anzi, l'Inter contro il Verona alle 18 a San Siro dovrà essere brava «a smaltire la delusione del ko di Dortmund che può lasciare qualche strascico».
L'Inter è ancora in piena emergenza infortuni, oltre a Sanchez dovrà fare a meno di Politano per almeno un mese, Gagliardini rientrerà dopo la sosta, D'Ambrosio sente ancora fastidio e deciderà all'ultimo se giocare e Sensi, che sembrava potesse tornare in campo dal 1' dopo i venti minuti di Dortmund, non è neppure convocato. Problemi che l'allenatore gestisce da almeno tre settimane e che spera di archiviare, almeno in parte, con la sosta delle Nazionali. È il solito difetto di questa Inter, quello sottolineato a più riprese da Conte: la rosa corta. «Quando siamo nel privato», racconta Conte, «i dirigenti sono i primi a riconoscere alcune situazioni che potevano essere gestite meglio. Non ci sono problemi con la dirigenza. Sono stato chiamato all'Inter per cambiare qualcosa. Per cambiare i giri del motore. Se sto portando qualcuno a giri a cui non è abituato, mi spiace. Ma io sono abituato così e se mi dovessi accorgere che questo non dovesse essere fatto, diventa difficile». Anche se l'obiettivo non è vincere nell'immediato, come specificato dalla società, Conte non è un allenatore incline alla mediocrità. Vuole fare meglio del suo predecessore Spalletti, con cui si complimenta, e vuole tornare subito a vincere. «Io non posso snaturarmi. Io chiedo tantissimo, perché dobbiamo andare alla ricerca dell'eccellenza. Io non posso accontentarmi, dobbiamo spingere e alzare l'asticella tutti, dirigenti, giocatori, club. Solo così si cerca di cambiare la storia». Fino a gennaio, però, l'Inter dovrà stringere i denti, soprattutto in attacco. «Le alternative? Sono quelle di portare un ragazzo della Primavera in rosa tra Vergani e Fonseca. Non ne vedo altre. Però io ho fiducia in Lukaku e Lautaro oltre che in Esposito. Non avrei timore alcuno a farlo partire titolare». Difficile dire se la grande occasione sarà proprio col Verona. L'Inter non può sbagliare, c'è la chance di scavalcare la Juventus e metterla sotto pressione in vista della sfida contro il Milan. Occasioni da non sprecare, dopo aver buttato via il doppio vantaggio di Dortmund «e vincere ci avrebbe cambiato la vita», ammette Conte.
Angelo Caradonna

