La missione di Lapadula: portare il Pescara in A

Il bomber tormentato da un problema alla caviglia: «Ma stringo i denti»
INVIATO A NOVARA. Gol numero 28 in stagione e assist al bacio per Torreira che mette un'ipoteca sulla finalissima. Gianluca Lapadula non è soltanto il capocannoniere della serie B: è l'uomo che fa la differenza. Quello che risolve le partite sfruttando anche i palloni che sembrano in apparenza innocui. Stavolta tocca al difensore del Novara Andrea Mantovani fare una pessima figura in occasione dell'azione che fa saltare l'equilibrio in campo. «Ogni palla per me può diventare un'opportunità per fare gol», spiega Lapadula nel post partita, «mi ha servito un bell'assist Caprari, poi ho cercato di prendere posizione sul mio marcatore e per fortuna sono riuscito a vincere il duello trovando lo spazio per realizzare una rete importantissima». C'è tutto nel gol che sblocca il punteggio: forza, tenacia, progressione, opportunismo e, soprattutto, furbizia. È semplicemente meraviglioso l'allungo decisivo gli permette di prendere posizione e beffare Mantovani, uno che di certo non difetta in esperienza (179 gare in serie A e 144 in B con le maglie di Chievo, Palermo, Torino, Vicenza e Perugia). Un altro colpo vincente per il centravanti del Pescara che quest'anno ha segnato in tutti i modi: con il destro o con il sinistro, su rovesciata o grazie ad una deviazione fortuita (a Crotone) e perfino… con la mano (a Modena). Gli manca solo un gol su calcio di rigore: se li avesse calciati, quasi sicuramente avrebbe superato le 36 reti di Gonzalo Higuain. Di solito la dedica è per la sua famiglia o per i tifosi, ma stavolta è tutta per i compagni di squadra che lo coccolano in continuazione. «Il gol è per loro perché mi sopportano da parecchie settimane. Negli ultimi tempi mi sono allenato poco con la squadra e, nonostante ciò, tutti mi hanno sempre incoraggiato dimostrandomi grande affetto».
Negli ultimi tempi, infatti, l'attaccante torinese ha lavorato pochissimo con il gruppo a causa di un problema alla caviglia che lo tormenta da due mesi. Dovrà stringere i denti fino all'ultimo per continuare a far sognare i pescaresi. «Ce la devo fare, non posso permettermi di fermarmi e di certo non mi tirerò mai indietro». Alla fine, il saluto della squadra sotto la curva riservata ai supporter biancazzurri. «Li ringrazio perché sono straordinari. Si sono sobbarcati un viaggio lunghissimo facendo sentire il loro incitamento dall'inizio alla fine della partita». Si pensa già a mercoledì. Il bomber evita voli pindarici. «Non possiamo permetterci di rilassarci, o peggio ancora di sentirci già in finale». Nessuna preferenza per il possibile avversario da sfidare per la promozione in A. «Spezia o Trapani? Non mi interessa, sono concentratissimo sulla semifinale di ritorno contro il Novara». Prima di salutare l'Abruzzo, Gianluca vuole completare l'opera, ma di sicuro lui l'anno prossimo giocherà in A. «Non parlo di mercato e non penso alle trattative che le società stanno portando avanti. Il mio unico obiettivo è regalare una grande soddisfazione ai pescaresi».
Oltre all'ennesima perla di questa stagione, "Sir William Wallace" è decisivo anche nell'azione del raddoppio. Un tocco di classe per la penetrazione di Torreira che mette al sicuro il punteggio. «Ringrazio Gianluca per l'assist», afferma Torreira, «sono nato trequartista e la capacità di inserimento l'ho sempre avuta. Per fortuna è andata bene». Un gol sotto lo sguardo di Victor Mesa, azionista di minoranza del Pescara, arrivato in Piemonte direttamente dall'Uruguay per seguire la sfida. Quando Torreira realizza il gol del raddoppio, Mesa esulta con un balzo felino, come il più passionale dei tifosi insieme ad altri dirigenti e i tanti tifosi presenti in tribuna. «Sono arrivato a Pescara dal Wanderers Montevideo grazie a lui. Ci siamo visti prima della partita, Victor mi ha portato fortuna». Alla fine Torreira dallo stadio con l'inseparabile borraccia di mate (bevanda argentina) in mano. Prima di salutare, una dedica ai tifosi. «Sono il dodicesimo uomo in campo: il gol è per loro. Mi dispiacerà lasciare Pescara alla fine del campionato (il suo cartellino è della Sampdoria, ndr), ormai mi sono ambientato e tutti mi vogliono bene. Prima di farlo, voglio conquistare la promozione».
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