La Nord ci crede: “Resteremo in serie A”

2 Ottobre 2016

Quasi 14mila spettatori allo stadio, la curva applaude i giocatori nonostante il ko

PESCARA. La delusione è forte. In pochi si aspettavano una prova così scialba da parte dei biancazzurri. Alla fine solo la curva Nord tributa un applauso ai calciatori che si avvicinano al settore più caldo della tifoseria per contraccambiare il bel gesto. “Resteremo, resteremo in serie A!” cantano i tifosi. Il resto dello stadio si svuota nel silenzio e nella tristezza. Dalla parte opposta i gialloblù di Rolando Maran fanno festa insieme ai 66 sostenitori veneti arrivati allo stadio Adriatico per supportarli.

Eppure, prima del fischio d’inizio, sulle gradinate dello stadio si respirava un bel clima. Colorata e compatta, la Nord lanciava lunghi cori per incitare i propri beniamini. Nonostante si trattasse di un anticipo, peraltro contro un club meno blasonato di quelli affrontati nelle tre gare precedenti tra le mura amiche, l’Adriatico offriva un bel colpo d’occhio. Sugli spalti erano presenti 13.782 spettatori, 79 in più rispetto al match contro il Torino (visto da 13.703 tifosi). Un chiaro segno di quanto sia ancora contagioso l’entusiasmo per la serie A ritrovata dopo tre anni di purgatorio.

Ovviamente, l’atmosfera era meno incandescente di quella che ha caratterizzato il debutto contro il Napoli, dove c'erano quasi 17.000 spettatori, e con l'Inter (pienone con 20.088 posti occupati).

Per celebrare la festa dei nonni, i calciatori di Pescara e Chievo vengono accompagnati in campo dal presidente del club Donne biancazzurre, Nella Grossi, e da Franco Vascellini, noto ristoratore pescarese.

Sugli spalti, tantissimi osservatori decidono di non perdersi il match. In tribuna Majella, sfilano infatti gli uomini dell'area scouting di varie società italiane e di due club inglesi. Tra le prime figurano emissari di Napoli, Milan, Atalanta e Inter, che spedisce un paio di rappresentanti per seguire da vicino i gioiellini di proprietà che vestono la maglia del Pescara: Gianluca Caprari e Rey Manaj. Per i due sodalizi anglosassoni, nuova visita per i dirigenti del Leeds, già presenti nella sfida casalinga contro il Torino, e prima volta per quelli dell'Aston Villa.

Nel primo tempo la gara è combattuta. Qualche intervento con eccesso di foga, con il difensore Nicolas Spolli spesso protagonista. I supporter del Delfino lo fischiano, memori del trattamento che l’argentino riservò a Federico Melchiorri in un Catania-Pescara di due anni fa. La Nord espone anche alcuni striscioni. Due scritte («Edo, la Nord è con te» e «Danilo non mollare») per mostrare la vicinanza ad altrettanti sostenitori biancazzurri. Un altro in segno di solidarietà nei confronti dei tifosi vicentini, legati agli abruzzesi da uno storico gemellaggio, dopo che 18 ultras biancorossi hanno subìto il Daspo nei giorni scorsi.

All’inizio del secondo tempo, grazie al buon impatto dell’undici di Massimo Oddo, lo stadio cerca di trascinare la squadra. Ma con il passare dei minuti la pressione cala e il Chievo ne approfitta per portare a casa i tre punti.

A fine gara, il tecnico rientra negli spogliatoi sconsolato non era proprio la giornata giusta. Poco dopo l’allenatore si presenta in sala stampa con la spilla di “Medici senza Frontiere”, che ha avviato una grande campagna di vaccinazione in Repubblica Centrafricana, per proteggere circa 220.000 bambini al di sotto dei cinque anni contro almeno nove malattie infettive (si possono donare 2 o 5 euro via SMS o chiamata al numero 45508). Un bella iniziativa che la Lega serie A ha voluto promuovere. (g.t.)

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