La nuova sfida di Pomilio: alleno la Pro Recco, il top

9 Luglio 2015

Il tecnico continuerà il lavoro in Nazionale al fianco del ct Campagna. E a fine agosto assumerà la guida del club ligure campione d’Europa

PESCARA. Amedeo Pomilio non lascia la Nazionale. Raddoppia. Infatti, il nuovo allenatore della Pro Recco manterrà l’incarico in federazione e continuerà ad essere il vice del commissario tecnico Alessandro Campagna. Il 48enne allenatore di Francavilla, icona della pallanuoto pescarese e italiana, si trova di fronte ad una stagione densa di appuntamenti. A fine mese ci sono i Mondiali, poi il campionato con la Pro Recco e a gennaio gli Europei che daranno i pass per Brasile 2016.

Pomilio, sarà la prima volta da allenatore di club. E a Recco hanno già vinto tutto...

«Sarà un bell’impegno, stimolante. Parliamo della Pro Recco, un top club della pallanuoto. Qualsiasi allenatore sarebbe felice di guidare una squadra del genere».

L’idea è stata di Felugo, l’ex nazionale diventato dg del club ligure.

«Sì, ne abbiamo parlato insieme. Ma c’è stata la condivisione di tutta la società. Sarà una bella sfida».

Pronto per una squadra di club?

«Credo di sì. L’anno scorso c’era stato un discorso con Brescia. C’erano stati altri contatti. Ora, invece, siamo passati dalle parole ai fatti».

Quando comincerà?

«A fine agosto. Il calendario è anticipato perché a gennaio ci sono gli Europei che metterano in palio anche la qualificazione alle Olimpiadi».

Che allenatore è Amedeo Pomilio?

«Pretendo il massimo dai giocatori e ritengo che gli allenamenti siano di fondamentale importanza, perché permettono ai ragazzi di migliorarsi. E poi, chiaramente, il gruppo. Che deve avere la cultura del lavoro senza la quale non si va da nessuna parte. Ma sotto questo punto di vista credo di partire avvantaggiato, visti gli ultimi risultati della Pro Recco».

Il suo modello di allenatore?

«Beh, la figura di riferimento non può che essere quella di Ratko (Rudic, ndr). Sono stato formato da lui. E poi, chiaramente, Alessandro Campagna, sono cinque anni che lavoriamo insieme...».

Ha parlato con Rudic?

«No, ma lo farò durante i Mondiali (dal 27 luglio al 9 agosto, ndr)».

Suo padre Gabriele, ex dirigente della Nazionale, che cosa le ha detto?

«Era contento, ci mancherebbe!».

Nella Pro Recco ci sarà anche Francesco Di Fulvio, pescarese.

«Sì, è uno dei giovani più promettenti della pallanuoto italiana. Deve lavorare molto. Ho giocato, nella seconda metà degli anni Ottanta, con il padre Franco e ora alleno il figlio. Il tempo passa...».

C’è un Pomilio nella pallanuoto di oggi?

«I tempi sono cambiati. Forza, potenza ed esplosività sono alla massima espressione. Io ero un mancino rapido, veloce. Con caratteristiche particolari».

L’Italia ai Mondiali.

«Siamo da prime posizioni, ma molto dipenderà dal nostro grado di allenamento, perché ci sono delle squadre che, a volte, esprimono doti fisiche superiore e quindi bisogna essere al top. Poi, chiaramente, serve l’organizzazione di gioco».

Le favorite ai Mondiali?

«Serbia, Croazia e Ungheria».

E in Italia quali antagoniste per la Pro Recco?

«Brescia prima di tutto. Poi, Acquachiara e Sport Management. Ci sarà uno straniero in più, comunitario, equindi il livello tecnico del campionato è destinato ad alzarsi».

Troppi stranieri non penalizzano la Nazionale?

«No, il regolamento prevede due stranieri più un comunitario. Credo ci sia il giusto mix per fare in modo che emergano i talenti italiani».

@roccocoletti1

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