La parabola russa: da falliti a eroi

9 Luglio 2018

Alla vigilia lo scetticismo, poi la consacrazione di tanti calciatori

MOSCA. Da «falliti» a «eroi» in cinque partite. Così si potrebbe sintetizzare la parabola della Russia nei Mondiali. Alla vigilia del torneo, nessuno avrebbe scommesso un soldo bucato sulla nazionale di casa o, come la chiamavano i russi, la «squadra dei burattini di legno», che da tempo non regalava gioie al suo pubblico. Invece, gli uomini del ct Cherchesov hanno resuscitato l'orgoglio per il calcio casalingo, uscendo a testa alta dopo un quarto di finale mozzafiato contro la Croazia ed entrando per sempre nel mito. Una «rivelazione»: così il ministro dello sport russo Pavel Kolobkov ha definito la performance della Russia, mai spintasi così lontano in un Mondiale. Tra i giocatori più osannati è senza dubbio Igor Akinfeev, o «Il piede di Dio», come lo chiamano ora, dopo la miracolosa parata di piede ai rigori con la Spagna. Per il centrocampista Denis Cheryshev fioccano le proposte di matrimonio sui social, dopo il magnifico gol segnato contro la Croazia. Persino la Liga spagnola ha elogiato Cheryshev sul suo account twitter, definendolo «Il nuovo zar». Segno che l'impresa della Russia non ha destato ammirazione solo fra il pubblico di casa: diversi club europei si stanno interessando ai ragazzi di Cherchesov, finora quasi tutti confinati nel peraltro ricco calcio locale. Per il giovanissimo Aleksandr Golovin sembra imminente il trasferimento al Chelsea; a contendersi il difensore Ilya Kutepov sarebbero Sassuolo, Lione, Borussia Dortmund, Lipsia e West Ham, mentre il Valencia avrebbe messo gli occhi sul difensore di origine brasiliana Mario Fernandes, che per giocare nella Russia rifiutò una convocazione della Selecao. Dovunque li conduca il futuro, i ragazzi di Cherchesov hanno lasciato un marchio indelebile nel calcio russo, verso il quale si sta registrando un interesse senza precedenti. «Dobbiamo sviluppare in modo intelligente il lascito dei Mondiali», ha detto il presidente della Premier League russa Sergey Pryadkin, parlando delle prospettive del football locale. Ed è proprio per discutere dell'eredità del Mondiale che il presidente Putin ha detto di voler incontrare il ct Cherchesov e i suoi eroi.
«È stata una partita bella e leale», ha scritto il Cremlino in una nota riferendosi alla partita persa sabato sera ai rigori contro la Croazia, «i nostri ragazzi ce l'hanno messa tutta, siamo orgogliosi di loro: sono degli eroi», ha sentenziato il governo russo.