La Pirelli non ci sta: hanno esagerato
Per il fornitore di pneumatici il set utilizzato a Spa dalla Ferrari è andato ben oltre i normali limiti di sicurezza
L’incidente che in Belgio ha strappato all’improvviso i punti dalle mani di Sebastian Vettel a pochi chilometri dalla bandiera a scacchi, continua a tenere banco. In questi ultimi giorni, la polemica è stata più volte ravvivata e si trascinerà sicuramente fino agli ultimi istanti precedenti il via del Gran premio d’Italia a Monza.
L’inchiesta di Pirelli. È proprio sul circuito brianzolo che Pirelli ha deciso di rendere noti i risultati degli esami di laboratorio sullo pneumatico scoppiato di Vettel. «Abbiamo finalizzato – afferma il direttore di Pirelli Motorsport Paul Hembery – le indagini relative alla delaminazione dello pneumatico del ferrarista a Spa. Le conclusioni dettagliate dell’analisi tecnica verranno rese note a Monza».
Polemiche a valanga. I rapporti tra Ferrari e Pirelli hanno ultimamente vissuto giornate particolarmente tese. Subito dopo il Gran premio del Belgio, Vettel non si è frenato assolutamente e ha accusato apertamente, senza mezzi termini, il fornitore unico del Mondiale. La replica di Hembery, per la verità con toni decisamente più eleganti, è arrivata dopo poche ore e non è stata rivolta essenzialmente alla Ferrari. «Fin dal novembre 2013 – ha tenuto a sottolineare il direttore di Pirelli Motorsport – abbiamo chiesto che venisse fissato per regolamento, oltre all’indicazione degli altri parametri per il corretto impiego delle gomme, il numero massimo di giri effettuabili con lo stesso set di pneumatici. La richiesta non venne accolta. La proposta prevedeva un chilometraggio massimo equivalente al 50% della durata del Gran premio per la gomma Prime e del 30% per la Option. Tali condizioni, se applicate a Spa, avrebbero fissato a 22 il numero massimo di giri percorribili con le gomme a mescola Medium». Una risposta indiretta alla voglia di strafare del campione tedesco.
Le scelte per Monza. Intanto, Pirelli non vuol fare brutte figure a Monza e si prepara al meglio al Gran premio di casa. Il “tempio della velocità” presenta alcuni tra i rettilinei più rapidi di tutto il calendario e richiede un basso set up aerodinamico. Per la gara italiana Pirelli ha scelto il P Zero White medium e il P Zero Yellow soft, due mescole versatili, capaci di bilanciare al meglio prestazioni e durata. Gli elevati carichi di energia che si scaricano sulle gomme e i violenti impatti sui cordoli sollecitano in modo importante le coperture.
«Monza – spiega Paul Hembery – è sempre uno dei punti salienti della nostra stagione, con una storia e un’atmosfera incredibili. Qui abbiamo deciso di portare mescole medium e soft; una scelta più “morbida” rispetto a quella dello scorso anno, che ben si adatta alle velocità di questa pista. Ci aspettiamo un livello contenuto di usura e degrado. In termini di ritmo di gara, le due mescole sono abbastanza vicine, per questo il lavoro del venerdì, durante le prove libere, sarà importante ai fini della strategia. Le vetture corrono con un basso carico aerodinamico, che di fatto aumenta il lavoro per le gomme, soprattutto in accelerazione e frenata, poiché con meno forza di spinta verso il basso sono gli pneumatici a dover fornire gran parte del grip meccanico. Se a questo si aggiungono i cordoli, colpiti ad alte velocità, si comprende l’elevato livello di sfida che dovranno affrontare le nostre coperture».
I segreti del circuito. Una pista veloce come Monza tende a essere più impegnativa per gli pneumatici rispetto ad un circuito più lento, in quanto i diversi carichi determinano un accumulo di calore, in particolare sulla spalla dello pneumatico. A Monza, infatti, entrano in gioco sia notevoli accelerazioni laterali, con curve lunghe come la Parabolica, sia grandi sollecitazioni longitudinali, a causa dell’elevata trazione e frenata. Considerato il basso carico aerodinamico, i piloti dovranno prestare particolare attenzione agli pneumatici, al fine di evitare lo slittamento delle ruote in accelerazione. Altre fortissime sollecitazioni avvengono in frenata, arrivando anche da picchi di velocità vicini a 360 chilometri orari.
Nel 2014. L’anno scorso Lewis Hamilton vinse con una strategia a una sola sosta. Il pilota della Mercedes iniziò con gomme medie e montò le hard al venticinquesimo dei 53 giri di gara.
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