La politica dà una possibilità al calcio

Il ministro Spadafora: «Incontro Figc e scienziati per trovare un accordo sul protocollo oppure il Governo chiuderà tutto»
ROMA. Una intesa sul protocollo sanitario per la ripresa degli allenamenti tra commissione tecnico scientifica e federcalcio o il Governo dichiarerà finito qui il campionato di calcio, senza ulteriori indugi. Il ministro dello sport, Vincenzo Spadafora, prospetta esplicitamente l'interruzione definitiva dei campionati professionistici e lo fa sottolineando che l'esecutivo è pronto ad assumersi la responsabilità della scelta. «Se il comitato tecnico e la Figc troveranno un accordo per modificare il protocollo, gli allenamenti riprenderanno, altrimenti il campionato sarà finito qui; ci assumeremo noi questa responsabilità, facendo in modo che il calcio come altri settori possa avere meno danni possibili» l'annuncio del ministro, quasi in risposta alle ultime dichiarazioni del presidente della Figc, Gabriele Gravina («non firmerò mai per lo stop dei campionati, ce lo imponga il Governo»). All'appello di Spadafora alla Lega di A di «finire qui scontri e polemiche», ha risposto positivamente il presidente, Dal Pino: «Parole benvenute, solo uniti se ne esce». Parole distensive, quasi una prova generale di armistizio.
E mentre si moltiplicano gli appelli di giocatori e tecnici («serve sapere presto se si ricomincia», ha detto il tecnico del Milan, Pioli), lungo una strada sempre più stretta per la serie A all’estero c’è chi - Germania, Spagna, Portogallo e Inghilterra - pensa alla ripartenza e chi, come la Francia, ha assegnato lo scudetto in anticipo al Paris Saint Germain.
Il Tolosa, però, non ha intenzione di finire in Ligue2 in questo modo e ha già annunciato ricorso, prospettando quello scenario evocato e temuto da Gravina nel caso in cui a sgonfiare il pallone fosse la politica. L'unica soluzione per evitare contenziosi in sede sportiva e amministrativa sarebbe quella di concludere la stagione sul campo, ma la strada è sempre più stretta. E ora è legata a doppio filo al protocollo sanitario per la ripresa degli allenamenti che dovrebbe avvenire il 18 maggio. «In questi giorni la commissione tecnico scientifica sta incontrano varie componenti del mondo dello sport e anche la Figc per avere approfondimento», ha spiegato Spadafora. La Figc in realtà aspetta la convocazione per entrare nel merito del documento, e intanto ieri ha riunito le proprie componenti per affrontare il tema delle licenze nazionali. In occasione del consiglio federale convocato per l'8 maggio saranno portate in approvazione linee guida dettagliate (ma senza date visto che ancora non si sa quando finirà la stagione) per permettere alle società di prepararsi in vista dell'iscrizioni ai prossimi campionati. Oggi, invece, si riunirà la Lega di Serie A per discutere principalmente di diritti tv. Alla Confindustria del pallone Spadafora ha, però, chiesto di «porre fine a polemiche e scontri», ricevendo una immediata replica dal presidente Paolo Dal Pino: «Apprezzo il suo appello. Da parte nostra c'è stata e sempre ci sarà disponibilità a un dialogo costruttivo, nella certezza - la sottolineatura - che il lavoro del ministro e il nostro non possano che mirare a un bene comune nella sua accezione più ampia. È naturale che la Lega voglia giocare a pallone. Se sarà possibile farlo rispettando norme e protocolli sanitari, bene. Altrimenti ci atterremo alle decisioni del Governo». Anche perché uno stop imposto dalla politica rappresenterebbe un assist prezioso per poter riscuotere per intero dalle tv (da Sky e Dazn in Italia, Img per l'estero) i pagamenti previsti.
Angelo Caradonna

