La Procura Figc: «La Juve non fu leale»

13 Aprile 2023

Chiusa l’indagine sulla manovra stipendi del 2020: in arrivo un altro deferimento

ROMA. La Juve corre in campionato e ci prova anche in Europa, ma sul fronte delle indagini della giustizia sportiva si addensano nuove nubi. Il -15 attuale in classifica è sanzione legata alla vicenda plusvalenze e su questo si esprimerà il 19 aprile il Collegio di garanzia, ma per la Procura Figc la Juve «non fu leale» anche per altri tre motivi: ovvero la cosiddetta manovra stipendi, sugli agenti e sulle partnership. Il procuratore della Federcalcio, Giuseppe Chinè, ha infatti notificato la chiusura delle indagini su questi tre capitoli, contestando la violazione del principio di lealtà (articolo 4.1). Ora la Juve, che ha già fatto sapere di «ritenere di aver operato nel pieno rispetto della lealtà sportiva», ha due settimane di tempo per le sue controdeduzioni, prima che scatti il deferimento. Le accuse, in sostanza, sono quelle di aver ridotto solo formalmente gli stipendi dei calciatori nella stagione Covid, spalmando sull'anno successivo il recupero di quanto perso con scritture private; di aver stretto accordi riservati e non dichiarati con sei club per la compravendita di giocatori; di aver pagato agenti senza il corrispettivo di operazioni di mercato. Il rischio è quello di nuove penalizzazioni: i dirigenti, codice sportivo alla mano, se viene riconosciuta la mancata lealtà possono essere sanzionati con ammende o squalifiche, ma le società sono responsabili per l'operato dei loro dirigenti: e in questo caso le pene vanno dalla semplice multa all'esclusione dai campionati, passando per penalizzazioni. Sul banco degli imputati per la vicenda stipendi l'allora presidente Andrea Agnelli e Fabio Paratici (relativamente alla stagione 2019-20), «per avere depositato in Lega Serie A gli accordi di riduzione di 4 mensilità (marzo, aprile, maggio e giugno 2020) di 21 calciatori e dell'allenatore ed aver omesso di depositare gli accordi economici di integrazione ovvero di recupero di 3 delle 4 mensilità rinunciate (aprile, maggio, giugno 2020) già conclusi con i medesimi calciatori e con l'allenatore, nella consapevolezza che gli accordi economici contenenti le integrazioni» di stipendio «per il recupero delle mensilità rinunciate sarebbero stati depositati dopo il 30 giugno 2020, ovvero dopo la chiusura dell'esercizio contabile al 30.06.2020, come poi effettivamente accaduto». Per l'anno successivo risulta indagato anche Pavel Nedved. I giocatori non dovrebbero essere deferiti, perché la Juve avrebbe fatto le operazioni solo per il bilancio.