La Procura: «Maradona ridotto in schiavitù»

BUENOS AIRES (ARGENTINA) . Nove persone, fra cui il suo legale Matias Morla, dalla fine del luglio 2020 ai primi di novembre dello stesso anno, hanno ridotto Diego Armando Maradona «in uno stato di...
BUENOS AIRES (ARGENTINA) . Nove persone, fra cui il suo legale Matias Morla, dalla fine del luglio 2020 ai primi di novembre dello stesso anno, hanno ridotto Diego Armando Maradona «in uno stato di schiavitù, limitandogli i contatti con familiari, amici e parenti, sia in forma personale che telefonica, fornendogli alcool, farmaci e marijuana e manipolandolo psicologicamente con lo scopo di tenerlo sotto il proprio controllo, per beneficiare economicamente dei guadagni generati dalla sua figura». È il passaggio chiave del documento prodotto dalla procura di La Plata che sta indagando sulla scomparsa dell’ex Pibe de Oro, avvenuta il 25 novembre 2020, e rilanciato sulla pagina Facebook dello stesso Maradona dai suoi eredi: nell’immagine postata figurano l’ex moglie Claudia Villafane e le figlie Dalma e Giannina, l’ex compagna Veronica Ojeda col figlio Diego Fernando ma anche - in fondo al documento sembra esserci anche la sua firma - Diego Armando Maradona junior, il figlio avuto dal Diez e Cristiana Sinagra. Quanto sostenuto dalla Procura di La Plata «è la conseguenza naturale delle prove che abbiamo potuto raccogliere per conoscere la realtà dei fatti», scrivono. «La nostra intenzione e quella dei nostri avvocati è stata scoprire cosa è successo a nostro padre nell’ultimo periodo della sua vita, la verità sulla sua fine e sulle azioni di chi lo ha circondato e isolato negli ultimi anni».

