La ricetta di Delli Carri: rivoluzione e linea verde

L’ex ds biancazzurro: «C’è bisogno di una bella rinfrescata per una squadra dall’età media più bassa»
PESCARA . Giorni caldissimi in casa Pescara. I dirigenti devono scegliere il nuovo allenatore e accelerare sul mercato. Daniele Delli Carri, ex ds del Delfino, analizza la stagione che si è da poco conclusa e si aspetta un cambio di rotta radicale. «Bisogna rifondare l’organico puntando sui giovani».
Delli Carri, per il Pescara annata terribile con un lieto fine.
«Certo, alla fine l’importante è aver salvato la categoria. Retrocedere sarebbe stato un dramma sportivo, invece ora si ha la possibilità di ripartire. Sbagliare capita a tutti, tuttavia, adesso c’è una grande opportunità».
Quale sarebbe?
«Quella di dare una bella ‘rinfrescata’ all’ambiente tenendo i giovani bravi e allestendo una rosa con un’età media più bassa rispetto all’anno scorso. C’è bisogno di un’epurazione, i più esperti sono forti, ma hanno fatto il loro corso».
Lei chi confermerebbe?
«Fiorillo, Masciangelo, Zappa, Busellato, Galano, Bocic e pochi altri. Ripeto, il Pescara ha la chance di ricostruire e deve sfruttarla al massimo».
Gli errori commessi?
«Quando i risultati sono così scadenti le colpe sono di tutti. Di sicuro dei giocatori che hanno deluso le aspettative, poi degli allenatori e del club. Sul campo, va rimarcato, la squadra è arrivata terz’ultima e si è salvata grazie alla penalizzazione del Trapani. Su questo aspetto, bisogna elogiare il presidente Sebastiani che ha sempre rispettato le scadenze. Ovviamente, in sede di costruzione della rosa, ci sono stati problemi».
Quali?
«Durante il ritiro Zauri aveva lavorato sul 4-3-3 in attesa che venisse completata la squadra. Purtroppo non ha avuto a disposizione esterni d’attacco puri e l’idea iniziale è stata stravolta. La mia non è una polemica, so che a volte le dinamiche di mercato possono condizionare le scelte. Alla fine non sono riusciti a trovare elementi adatti a quel sistema di gioco e hanno dovuto cambiare».
Dopo qualche settimana, infatti, Zauri è passato al 4-3-2-1.
«Ha avuto un’ottima intuizione avanzando Machìn in posizione di trequartista. A gennaio, però, il guineano è passato al Monza e non è stato sostituito in modo adeguato. Bisognava prendere una mezzala offensiva in grado di rimpiazzarlo».
Da giorni è scattato il toto-allenatore. Lei chi ingaggerebbe?
«Preferirei non rispondere. Se si opterà di nuovo per un tecnico giovane, i dirigenti e la squadra dovranno supportarlo, cosa che quest’anno non è accaduta. Pescara ha la necessità di ritrovare l’entusiasmo, ecco perché dico che servirebbe una squadra brillante e sbarazzina. E solo con tanti giovani è possibile sviluppare un percorso simile».
C’è qualche giocatore che l’ha colpita?
«In B Frattesi dell’Empoli, Maggiore dello Spezia, Vignato del Chievo e Riviere del Cosenza. In C Pezzella del Modena, i terzini Eleuteri dell’Alessandria e Parisi dell’Avellino, e la punta del Crotone Kargbo che ha giocato nella Reggiana».
Iemmello centravanti ideale per il Pescara?
«Fortissimo, ma non è da 4-3-3. Ha qualche problema caratteriale, deve essere messo in condizione di esprimersi. Somiglia un po’ a Icardi, se segna va tutto bene, altrimenti si rischia di giocare con uno in meno. Se proprio dovessi fare un investimento prenderei Forte della Juve Stabia, una punta completa che a 27 anni ha l’età giusta per fare il definitivo salto di qualità».
Squalifica finita, è pronto per tornare in pista. Da dove ripartirà?
«Non dipende da me. Aspetto una nuova chance per lavorare con un minimo di progettualità. Solo così potrò ripartire».
Giovanni Tontodonati
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