La ricetta di Natalini stakanovista: vita sana, alimentazione e riposo

20 Marzo 2019

LANCIANO. «Vogliamo raggiungere la finale e vincerla». Alessio Natalini, difensore centrale del Lanciano nato a Vasto nel 1990, ha tutta l’intenzione di ricordarsi questa come la stagione dei record....

LANCIANO. «Vogliamo raggiungere la finale e vincerla». Alessio Natalini, difensore centrale del Lanciano nato a Vasto nel 1990, ha tutta l’intenzione di ricordarsi questa come la stagione dei record.
Oggi alle 15 i rossoneri ricevono al Biondi il Casalbordino, e devono vincere per arrivare alla finale della coppa di Promozione. Per centrare il salto di categoria ci sono invece 10 punti di vantaggio sulla seconda da gestire in cinque giornate. Campionato finito? «No, perché la matematica non ci ha ancora dato la certezza dell’Eccellenza, e poi perché vogliamo finire con qualche record: abbiamo raggiunto quello dei gol segnati in Promozione, adesso c’è il primato di punti, e magari quello della miglior difesa stagionale…». Che i 3 gol presi a San Salvo hanno reso un po’ difficile. «È vero, e la cosa ha fatto arrabbiare sia l’allenatore sia noi, perché certi errori una squadra come la nostra non dovrebbe farli».
Potete migliorare i 10 punti sulla seconda dell’anno scorso. «In Prima magari abbiamo trovato qualche difficoltà a livello ambientale e un avversario duro come l’Atessa Mario Tano. Forse con i campi migliori ci siamo trovati meglio, ma abbiamo anche acquisito più consapevolezza nei nostri mezzi e, cambiando poco, ci sono certi automatismi rodati bene».
Per l’Eccellenza al Lanciano bastano di nuovo pochi ritocchi? «C’è una base solida dalla quale ripartire, visto che in questa rosa in molti hanno già fatto quel campionato a vincere. Poi dipenderà dalle scelte di tecnico e società: io mi auguro di fare ancora parte di questo progetto per continuare a scrivere pagine importanti nella storia del calcio lancianese».
In effetti, lei è uno dei simboli del club: l’hanno scelta per presentare la maglia del centenario. «Mi ha riempito d’orgoglio indossare per primo una maglia che ha una forte carica simbolica, in teatro e davanti a tanti tifosi e ragazzi della scuola calcio: m’è venuta la pelle d’oca!». In 56 gare di campionato sempre in campo dal primo all’ultimo minuto, sia per scelta tecnica sia perché sempre in forma: qual è il segreto? «Ci alleniamo bene col preparatore, Alessandro Spinoglio, che è in gamba. Poi alimentazione corretta, riposo, vita sana». Tre tornei di Eccellenza vinti e 5 stagioni in D: pentito di essere sceso di categoria a 27 anni? «Non è stato facile per me né per i miei compagni accettare dopo il mancato ripescaggio. Però, rifarei tutto: ne è valsa la pena per il pubblico, l’organizzazione della società, lo staff e per il gruppo che si è creato». Come si trova un vastese a Lanciano nonostante la rivalità campanilistica tra la due città? «Qualche sfottò degli amici, qualcuno che mi prende giro… Ma quando vai in campo sei concentrato e pensi solo alla maglia che indossi».
Andrea Rapino
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