La rivincita di Higuain

L’argentino dopo la rete in Champions: «Facile applaudire oggi...»
TORINO. Gonzalo Higuain ha spazzato via polemiche, illazioni e insicurezze tornando a fare centro con un gol pesante nella serata di Champions. «Grazie a tutti quelli che ci sono sempre stati, adesso è facile esserci» è il sassolino che il Pipita si è tolto dalla scarpa dopo la serata di mercoledì. Merito di quel gol frutto della «ferocia del campione», mutuando la definizione coniata da capitan Buffon, che ha abbattuto il muro greco eretto in difesa del portiere Proto, aprendo la strada al primo successo in questa Champions della Juventus. Si è probabilmente chiuso con il gol segnato 9' dopo il suo ingresso in campo al posto di Cuadrado, il periodo buio di Higuain iniziato con l'esclusione dalla nazionale argentina del ct Sampaoli e proseguito con le consuete “voci” che animano la quotidianità. Fuori forma, sovrappeso, demotivato: le parole per giustificare l'astinenza da gol del bomber argentino sono state molteplici, diventate senza significato mercoledì notte. Un gol da attaccante di razza, il festeggiamento con il retrogusto di rivincita, la maglia sfilata a fine partita per mostrare a tutto il mondo che la pancia di Higuain non è “piena”, di cibo come di gol. Eppure la seconda sfida della Juventus in questa Champions era iniziata nel peggiore dei modi: la seconda panchina consecutiva dopo quella del derby, i bianconeri bloccati dall'atteggiamento difensivo dell'Olympiacos, rapido nel ripartire in contropiede mettendo in difficoltà Buffon e compagni. Fino al momento in cui il Pipita si è alzato dalla panchina per il riscaldamento, accompagnato dal boato dell'Allianz Stadium e dal consueto coro dei suoi tifosi, innamorati pazzi del bomber nativo di Brest in Francia ma argentino per sangue e passaporto. «No, non è stata una rivincita, le critiche non mi disturbano: ma evidentemente ho abituato tutti troppo bene», è stato il commento sornione e ironico di Gonzalo, che in questa stagione ha colpito 3 volte nelle 9 partite disputate, un gol ogni 212' in campo. Numeri non esaltanti per il miglior attaccante del campionato italiano, ma che sono ancora provvisori: «Uno dei momenti più belli della mia carriera», la conclusione di Higuain, parole che dovrebbero terrorizzare i prossimi avversari dei bianconeri. In queste settimane tra panchina e anonime prestazioni, Higuain «è stato sereno», giura il compagno di squadra in bianconero Miralem Pjanic. «Ovviamente è un attaccante che vuole sempre segnare e qualsiasi centravanti se non segna se la prende con se stesso». Il peso delle prestazioni del “nueve” bianconero sul gioco della Juventus è grande: «Lui è un giocatore importantissimo per noi», prosegue il bosniaco, che dovrà ammirare il compagno dalla tribuna nelle prossime partite a causa di una lesione muscolare. «Sono contentissimo per lui perché ha qualità incredibili e lo ha dimostrato negli ultimi anni. Siamo contenti che in Champions abbia fatto un gol importantissimo, ha dato sfogo a tutta la rabbia che aveva dentro».

