La Roma è travolgente Correa-gol, la Lazio vince e spera ancora
ROMA. Quarantacinque minuti per chiudere la pratica e tornare padroni del proprio destino: la Roma vince in Turchia, battendo il Basaksehir e ipotecando la qualificazione ai sedicesimi di Europa...
ROMA. Quarantacinque minuti per chiudere la pratica e tornare padroni del proprio destino: la Roma vince in Turchia, battendo il Basaksehir e ipotecando la qualificazione ai sedicesimi di Europa League. Un 3-0 senza discussioni firmato da Veretout (su rigore), Kluivert e Dzeko, anche se la palma del migliore in campo va a Pellegrini, tornato il giocatore duttile e di classe visto prima dell'infortunio che lo ha tenuto fuori due mesi. E anche protagonista involontario di un episodio poco piacevole: colpito alla testa, nella ripresa, da un accendino, con tanto di sangue e gioco fermo 5'. Ma è stata comunque tutta la squadra a girare al Fatih Terim di Istanbul, dove la Roma è scesa per fare la partita, senza pensare alla classifica (l'importante era non perdere per poi vincere l'ultima in casa contro gli austriaci del Wolfsberg, fanalino di coda e ieri battuto in casa dal M'gladbach) e mettendo subito le cose in chiaro.
Qui Lazio. Un gol di Correa per sperare ancora nella qualificazione ai sedicesimi di finale di Europa League. Nella desolazione di un Olimpico semi-deserto, i biancocelesti superano per 1-0 i romeni del Cluj grazie a un gol dell'argentino al 25' del primo tempo e adesso per qualificarsi ai sedicesimi, dovranno vincere con il Rennes e contare su una vittoria del Celtic (primo matematicamente grazie al successo sul Rennes) nell'ultima giornata in casa dei romeni.
Ci pensa Correa, mai così in forma come in questo periodo, al 25' a capitalizzare un'azione tutta in verticale nata dai piedi di Luis Alberto e rifinita da Adekanye. I romeni alzano il ritmo ed è solo il palo a dire di no a una conclusione dalla lunga distanza di Djokovic. Nella ripresa, Proto deve superarsi per evitare un autogol di Acerbi. Vani gli ultimi sforzi del Cluj che sbatte sempre contro la saracinesca alzata da Proto.
Roberto Di Candio

