La Roma cerca se stessa a Madrid

Di Francesco sfida il Real e difende il figlio Federico: orgoglioso di essere il padre
MADRID. «Mi auguro che si riaccenda l'anima di questa Roma, al di là delle scelte che farò e dei sistemi di gioco». È questo il desiderio di Eusebio Di Francesco in vista del debutto in Champions League sul campo del Real Madrid campione in carica. «Dobbiamo fare prestazioni differenti, con maggiore continuità, ritrovando spregiudicatezza ma anche spensieratezza nel fare le cose con maggiore convinzione e determinazione», aggiunge il tecnico di Pescara. «Mi auguro da domani (oggi, ore 21, ndc) di vedere una squadra che abbia rabbia, desiderio di far male agli avversari e la voglia di fare una partita gagliarda sotto tutti i punti di vista».
Insomma, Eusebio Di Francesco vuole una decisa inversione di tendenza rispetto al deludente avvio di stagione. E a chi gli chiede se questa Roma più forte dello scorso anno risponde: «C'è un percorso di crescita da fare. È ovvio che le aspettative sono alte e noi dobbiamo essere i primi a crederci. Dipenderà dalle nostre prestazioni. Noi viviamo per lo straordinario, è giusto provarci». A cominciare da stasera , e senza dare vantaggi all'avversario: «Potrei anche sorprendere nelle scelte ma non lo dirò qui, pensieri e desideri sono tanti ma le scelte devo farle in maniera ponderata sapendo che è una partita insidiosissima da giocare». Anche se in campo non ci sarà più da fare i conti con Ronaldo: «Ma il Real mi dà la sensazione che senza di lui sia ancora di più squadra, addormenta meno la partita. Noi dobbiamo avere la capacità di migliorarci, la fase difensiva deve essere più cattiva. Dobbiamo lavorare meglio di squadra, tutti insieme».
Eusebio Di Francesco, ieri, in conferenza stampa, ha parlato anche del figlio Federico (Sassuolo), vittima dello sputo di Douglas Costa domenica scorsa. «Sono indignato per quello che ho sentito, per le presunte parole che Federico avrebbe detto a Douglas Costa. Lui alla fine è stato l'unico a prendersi uno sputo, umiliazione unica», ha detto Di Francesco sull'episodio di domenica. «Chiunque avrebbe reagito in maniera differente, lui invece è stato un grande uomo e io sono orgoglioso come padre», aggiunge l’allenatore della Roma. «L'unico a non aver avuto le scuse è stato Federico, ed è assurdo. Non dovrei essere io a prendere le sue difese. È passato da vittima a colpevole. E poi sui social hanno augurato la morte a me e a mio figlio». Eusebio, chiuso il discorso sul caso Costa, pensa solo a rilanciare la sua Roma, a partire da stasera (diretta tv su Sky Sport 1)contro le merengues, al Santiago Bernabeu.

