La Roma continua a salire, Napoli in picchiata

Terzo successo di fila dei giallorossi, arbitro costretto a sospendere la gara per i cori dei tifosi di casa
ROMA. La Roma cala il tris (di vittorie) e, per un giorno almeno, scavalca l'Atalanta, portandosi al terzo posto in solitaria. I giallorossi, nella sfida dal sapore d'Europa contro il Napoli - macchiata dalla lucida stupidità di un gruppo di sostenitori che hanno cantato le solite, macabre nenie («Vesuvio lavali col fuoco»), costringendo l'arbitro Rocchi alla sospensione del match per un minuto circa - confermano di essere squadra, perché hanno vinto 2-1 soffrendo e probabilmente meritando più degli avversari, apparsi poco convinti della propria forza. Un Napoli a volte perfino svagato esce dalla zona Champions e dovrà lavorare a fondo per ritrovare certi meccanismi. Più del collettivo sono i singoli, assumendosi le proprie responsabilità, a creare i presupposti per qualcosa che possa portare al gol. Un presupposto al momento fallimentare, o forse un'idea sbagliata. La sfortuna, che si accanisce contro i meno forti, fa il resto, come testimoniano i due pali nella stessa azione colpiti dalla squadra dello squalificato Ancelotti, sostituito in panchina dal figlio Davide, con Milik e Zielinski. La Roma, paradossalmente favorita dalla sequela interminabile di infortuni, invece, sembra avere trovare la formula giusta: lo confermano i tre successi consecutivi e questa voglia matta di trovare il gol nel più breve tempo possibile. Questo derby del sud è però risultato strano assai, perché poteva chiudersi con una goleada giallorossa (Kolarov fallisce presto il rigore del possibile 2-0), così come avrebbe potuto permettere al Napoli di ribaltare con gli interessi il punteggio. Paulo Fonseca, allenatore della Roma, sprizza gioia: «La squadra sta capendo che tutti insieme sono più forti, Dzeko ad esempio non ha fatto gol, ma ha lavorato tanto per la squadra nei movimenti difensivi. Ciò che è importante in questo momento di tanti infortuni, è che la squadra ha capito che dobbiamo stare sempre insieme, lottare e correre più che mai». Musi lunghi in casa Napoli. «Siamo ancora nella prima parte del campionato», dice Davide Ancelotti figlio di Carlo, squalificato, «è presto per tracciare un bilancio della stagione. Ora abbiamo una gara fondamentale per la nostra stagione che arriva martedì (contro il Salisburgo in Champions League, ndr). Dobbiamo viverla come una finale».

