La Roma e “Pippi”, Pellacani jolly di Zeman

Tifoso giallorosso molto affezionato al suo cagnolino, il difensore è tornato dopo un periodo buio
PESCARA. Giocare terzino? Non è un problema per uno che ha iniziato la sua vita calcistica da difensore, è passato a fare il centrocampista e poi è tornato al punto di partenza. Filippo Pellacani ha piedi buoni per tutte le occasioni. Se domani pomeriggio Zeman gli chiederà di sostituire Pierno e Floriani, il numero 23 biancazzurro non si tirerà indietro. Il 25enne di Vigasio, provincia di Verona, ora è tornato ai livelli delle sue prime settimane pescaresi, quelle precedenti il grave infortunio al ginocchio che lo ha messo ko nella passata stagione. Il giorno dopo il blitz in Liguria, Pellacani è tornato a godersi gli affetti: la sua fidanzata, Chiara, e l’amatissimo Pippi, il cagnolino di famiglia, con cui Filippo passa gran parte del suo tempo in casa, anche giocando a pallone. L’amico a quattro zampe ha anche un suo profilo instagram, abbinato al numero di maglia del centrale. Due partite di fila nella formazione iniziale, tra Latina in Coppa e trasferta in casa dell’Entella, con due vittorie consecutive. Una rarità, sia per lui a livello personale (terza presenza in campionato in sedici giornate), che per la squadra, uscita da un periodo decisamente critico con la vittoria ritrovata dopo 40 giorni.
Il peggio sembra davvero alle spalle, dopo settimane di sofferenza silenziosa, in cui Pellacani ha stretto i denti sopportando le esclusioni dalla formazione iniziale e lavorando per essere al top nel momento del bisogno. Non solo “colpa” delle scelte tecniche di Zeman, ma anche dei fastidi ripetuti al ginocchio operato un anno fa, che non gli hanno dato la necessaria serenità per esprimersi al massimo. Missione compiuta: Pellacani è tornato, e ora non vuole più uscire dalle rotazioni del boemo. A vedere la prestazione di Chiavari, sarà difficile privarsi della sua qualità difensiva. Perché l’ex centrale della Virtus Verona ha i piedi e le letture di un centrocampista abbinate alla reattività e alla capacità d’anticipo di un difensore centrale zemaniano. Quando la Virtus di Gigi Fresco lo pescò nei dilettanti, al Villafranca, serie D, giocava in mezzo al campo e segnava spesso (6 reti in una stagione). Anche a Verona, l’impatto fu devastante, da centrocampista: a segno nel match del debutto in Coppa Italia contro l’Arzignano. Poi le origini calcistiche, vivaio dell’Hellas Verona fino alla Primavera (faceva coppia in difesa con l’italoalbanese Kumbulla, oggi alla Roma in serie A), sono tornate utili per tornare a giocare qualche metro più indietro, ma senza perdere efficacia, anche in zona gol (7 gol totali con la Virtus in 91 partite).
Il ds Delli Carri lo aveva notato nella sua incessante attività di scouting, prima di tornare dietro la scrivania biancazzurra. E lo ha messo in cima alla sua lista della spesa nell’estate del 2022. Strappato al presidente Fresco, lo ha blindato con un triennale, che nella prossima stagione entrerà nel suo ultimo anno e dovrà essere ritoccato con un prolungamento. Mercato permettendo, perché se dovesse tornare a giocare ai livelli attuali con costanza potrebbe attirare addetti ai lavori dalla B. Il suo sogno è ancora la serie A, magari con la maglia del suo cuore, quella della Roma, di cui è tifoso da sempre. Non è mai troppo tardi per provarci.
Orlando D'Angelo
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