La Roma si qualifica tra i fischi

10 Dicembre 2015

Solo un pari (deludente) con il Bate Borisov, ma va avanti grazie all’1-1 del Barcellona a Leverkusen

ROMA. Sonore bordate di fischi salutano la qualificazione agli ottavi di Champions della Roma.

Sembra un paradosso, invece è la cruda (e meritata) realtà, perché i giallorossi conquistano quello che era l'obiettivo minimo, visto il livello del girone, al termine di una partita imbarazzante – e grazie al pareggio (1-1 con gol di Messi) del Barcellona a Leverkusen – che ha ridato fiato ai contestatori della squadra e di Garcia. Si è rivelato decisivo il portiere Szczesny, autore nella ripresa di due interventi che hanno salvato il risultato: su Gordeichuk al 23' st e dieci minuti dopo su Mladenovic, in questo caso con l'aiuto della fortuna visto che poi la successiva conclusione di Stasevich è stata respinta da Rudiger in modo fortuito. Alla fine per questa qualificazione la Roma deve ringraziare il suo ex allenatore Luis Enrique, che alla guida del Barcellona ha giocato una partita vera anche sul campo del Bayer Leverkusen, nonostante la qualificazione e il primo posto nel gruppo fossero acquisiti da tempo. Ci si consola così, e pensando che il passaggio al turno successivo in Europa significa guadagni in termini di denaro e quindi, almeno sperano i tifosi, la possibilità di investire sul mercato di gennaio. La Roma ha bisogno di rinforzi, e anche di fantasia visto che quelli che dovrebbero fornirla continuano a non riuscirci.

Pjanic, ad esempio, ha ripetuto la scialba prestazione di Torino, rendendosi pericoloso solo su calcio di punizione dal limite, la sua specialità, e costringendo nel primo tempo Chernik a una parata anche in questo caso, come per le due di Szczesny, decisiva. La Roma ha mostrato grinta, in questo match senza mordente (fatto testimoniato anche dallo zero alla casella del numero degli ammoniti), solo nei primi dieci minuti della ripresa, quando è sembrata desiderosa di cancellare il suo scialbo primo tempo.

Così Dzeko si è esibito nell'unico lampo della sua partita, ma Chernik ha respinto di piede, poi ci hanno provato ancora Dzeko e Florenzi, prima che Rudiger colpisse di testa mandando il pallone oltre la traversa.

Sono state le uniche fiammate di una Roma che ora si avvicina con preoccupazione a un altro crocevia della sua stagione, quello di domenica (ore 18,30) contro il Napoli. Higuain fa già paura, ma intanto è meglio festeggiare questo passaggio di turno che, in un modo o nell'altro, è arrivato. Ma è voler trovare per forza qualcosa di positivo in una prestazione per la quale il commento più efficace sono state le bordate di fischi alla fine del primo tempo e poi della partita, e questo anche dopo aver appreso dai tabelloni luminosi che il Barcellona aveva pareggiato a Leverkusen. Non è questa la Roma che sognava una tifoseria facile alle illusioni ma che per vedere lampi di classe e inventiva dovrà forse attendere il ritorno del suo mito, Totti, che, a quasi 40 anni, rischia di ritrovarsi di nuovo sulle spalle il peso di dover trascinare la squadra.