La Roma è immatura a livello internazionale

25 Agosto 2016

La mancata qualificazione in Champions League è da imputare ai soliti errori mentali

ROMA. Tanta delusione per il risultato e il danno economico, altrettanta preoccupazione per il modo in cui è maturato. La Roma esce dalla Champions League «spezzata in due». L'eliminazione col Porto racconta di un'immaturità di fondo della squadra che si credeva alle spalle. E invece puntuale è arrivo il passo falso del gruppo, oltre che dei singoli. Su tutti Daniele De Rossi, capace in 10 anni di raccogliere sul campo 14 espulsioni. Un curriculum per nulla invidiabile che fa il paio con quello della Roma americana in Europa. Da quando la società è passata di mano sono stati tanti i bocconi amari da inghiottire in ambito continentale. Luis Enrique, Garcia e Spalletti hanno raccolto solo delusioni tra Champions ed Europa League. In cinque anni - dall'eliminazione ai play-off dell'ex coppa Uefa con lo Slovan Bratislava al Porto - sono arrivate tre vittorie (con Cska, Feyenoord e Bayer Leverkusen) su 22 partite, con un bilancio gol fatti-subiti (25/46) da profondo rosso. Una miseria resa ancor più evidente dai restanti 9 pareggi e 10 ko, alcuni umilianti (l'1-7 dell'Olimpico col Bayern Monaco e il 6-1 a Barcellona). Insomma l'immagine della Roma a livello internazionale, tanto a cuore al presidente Pallotta, è tutt'altro che migliorata. E ora dovrà fare i conti con le inside dell'Europa League, torneo lungo e dispendioso. Sarà compito di Spalletti gestire le energie di un gruppo che ha mostrato ancora alcune lacune nell'organico. Il tecnico dovrà decidere se puntare tutto sulla corsa scudetto o se cercare di portare avanti parallelamente le due competizioni (oltre alla Coppa Italia), col rischio però di non avere forze a sufficienza per arrivare fino in fondo. Al momento l'unico obiettivo di Spalletti è ripartire per fare due-tre mesi ad alto livello per riassaporare la convinzione che pareva chiara fino a martedì.