La Samb è più cinica, il Teramo cade

28 Novembre 2017

Non basta la generosità ai biancorossi, puniti da un gol di Bove. Troppo pesante lo 0-2, che arriva su rigore al 97’

TERAMO. La svolta del campionato del Teramo non è arrivata. È arrivata invece una cocente delusione in quella che per la tifoseria biancorossa, perduto ormai da un decennio il derby con il Giulianova, è la partita più sentita dell’anno. Il pubblico presente al Bonolis e l’atmosfera erano da derby vero, la partita lo è stata altrettanto perché battagliata più che giocata, molto tattica e dominata, almeno per un tempo, dalla paura di perdere. A sbloccarla è stato un episodio pro Samb, poi un Teramo tanto furente quanto carente di lucidità è andato per almeno tre volte vicino a pareggiarla, tanto che lo 0-2 finale – arrivato a gara ormai finita – ha il sapore della punizione ingiusta. Ma è anche vero che la Samb ha avuto un paio di palloni per raddoppiare. Se si guardano gli episodi e l’andamento il pareggio sarebbe stato più giusto, agli osservatori più acuti non sfugge che la Samb nel secondo tempo ha mostrato di avere qualcosa in più, soprattutto perché dalla panchina ha trovato energie nuove (in particolare la tecnica di Esposito e la corsa di Vallocchia) per scavare una differenza magari sottile, ma decisiva.
Capuano ha scelto di mettersi a specchio di Asta e i due 3-5-2 nel primo tempo si sono annullati a vicenda, con un avvio più favorevole al Teramo – e la Samb tutta chiusa a cercare l’occasione per ripartire – e una seconda metà del tempo esattamente opposta. In una gara così bloccata e fisica, caratterizzata da continui falli tattici (soprattutto dei rossoblù) e con le punte in perenne inferiorità numerica e servite da lontano, non potevano abbondare le emozioni. Sul taccuino sono finiti l’infortunio muscolare che ha tolto di mezzo il portiere ospite Aridità, un lancio di bengala da parte della curva teramana che ha causato una doppia sospensione del match (prima per togliere i razzi, poi per ricucire la rete della porta bruciacchiata) e poco altro. Un cross radente di Di Massimo al 3’ ha attraversato tutto lo specchio della porta di Calore; al 40’ Ventola l’ha messa bene in mezzo per la girata di testa di Barbuti, rimbalzata di poco fuori. Nel recupero è dovuto uscire Amadio, Asta ha buttato dentro Graziano spostando De Grazia al centro della mediana.
Nella ripresa la Samb si è presentata con Esposito sulla trequarti sinistra al posto di Di Massimo. Proprio in quella zona all’8’ è nato il gol rossoblù, grazie anche a un colpo di fortuna di Capuano: Gelonese è dovuto uscire per un acciacco, al suo posto Vallocchia che il tecnico ospite ha messo a mezzala sinistra, dirottando Bove a destra. Alla prima combinazione tra Esposito e Vallocchia, nell’area biancorossa è piovuto un cross insidioso mancato da Sales e deviato con il corpo da Miracoli. Calore e Speranza hanno ricacciato in qualche modo, ma la palla è rimasta lì e Bove l’ha scaraventata dentro.
Asta ha messo dentro Foggia per Ilari passando al 3-4-1-2, con Tulli subito dietro le due punte. Graziano all’11’ ha incornato di poco a lato un angolo di Tulli, lo stesso Tulli al 23’ ha avuto una buona chance su assist di Barbuti ma il suo tiro di punta è stato deviato in angolo da Pegorin. Al 33’ doppia occasione su fronti opposti: prima Bove ha sfiorato il palo su grande assist di Esposito, poi Foggia ha controllato male un buon pallone al limite concludendo alto. Il Teramo effettuando altri due cambi è passato al 3-4-3, con Soumarè e Bacio Terracino sulle ali. Altra chance per la Samb su un altro spunto bruciante di Esposito al 40’, poi al 43’ l’occasionissima per l’1-1: mischione su angolo, Graziano spara a rete da pochi passi ma trova Pegorin. L’arbitro dà sei minuti di recupero, che diventano sette: il Teramo in dieci (espulso Caidi per doppia ammonizione) è infilato di rimessa da Bove ed Esposito, che viene steso da Calore in area. Calore espulso, rigore e – con Graziano in porta – Miracoli fa il secondo gol. Risultato troppo pesante, ma il Diavolo deve meditare sui propri limiti e forse trovare una formula diversa per essere più incisivo.
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