La seconda giovinezza di Vitale: prima il Pescara ora l’Angolana

CITTA’ SANT’ANGELO. «Crederci sempre, arrendersi mai!». Deve essere questo il motto preferito dal difensore della Renato Curi Angolana Simone Vitale. Che a 29 anni compiuti da poco e con una lunga...
CITTA’ SANT’ANGELO. «Crederci sempre, arrendersi mai!». Deve essere questo il motto preferito dal difensore della Renato Curi Angolana Simone Vitale. Che a 29 anni compiuti da poco e con una lunga militanza tra i professionisti (Pescara, Pro Vasto, Frosinone e Nocerina le tappe precedenti, tra serie B e C) ha deciso di rimettersi in gioco accettando di scendere, per la prima volta in carriera, tra i dilettanti. «L'ho fatto per stare vicino a casa (la moglie è di Pescara, città in cui il calciatore originario di Balsorano risiede, ndc) e perché quella nerazzurra è una società seria e ben organizzata. Il fatto che militi in Eccellenza è marginale, anche perché ho avuto modo di constatare che negli ultimi anni il livello tecnico di questo campionato si è alzato notevolmente, tant'è che sui vari campi mi è capitato di incrociare spesso, da avversari, colleghi anch'essi provenienti da categorie superiori».
Eppure fa strano saperla in Eccellenza, se si considera che appena un anno fa vestiva la maglia della Nocerina, in Prima Divisione. «Sapete tutti», replica Vitale, «come sono andate a finire le cose laggiù, e quei mesi di stop forzato (succesivi all'esclusione dal campionato dei molossi, ndc) non mi hanno di certo aiutato, al pari delle voci messe in giro da qualcuno, circa le mie effettive condizioni fisiche. Ed infatti, al di là della categoria in cui milito, la mia soddisfazione più grande è proprio quella di aver dimostrato a tutti che sto bene, e che il brutto infortunio di qualche anno fa (frattura del perone, patito nel luglio 2010 col Pescara, ndc) è solo un brutto ricordo».
Tra quelli belli, invece, ce n'è uno in particolare per questo difensore dal gol facile: «Senza alcun dubbio la doppietta siglata, con la maglia del Pescara, alla Valle del Giovenco. Quei gol infatti decisero la partita con i marsicani, risollevando la squadra di Di Francesco da un periodo difficile della stagione, poi conclusa con la promozione in B».
Ambidestro, Vitale ha a lungo ricoperto il ruolo di esterno a sinistra, dimostrando però di sapersela cavare anche come centrale: «Per esigenze di squadra", conferma l'interessato diretto, specialista anche nei calci piazzati, «quest'anno mi sono adattato alla nuova posizione scelta da mister D'Eustacchio, che desidero ringraziare, al pari della presidentessa Corvacchiola e del ds Masciangelo». E restando in tema di ringraziamenti, i personaggi ai quali Simone Vitale deve tanto sono due, entrambi allenatori. «E' vero, essendo stati fondamentali per il mio percorso calcistico. Mi riferisco a Danilo Pierini, col quale ho lavorato a Vasto, ed Eugenio Corini, che mi ha allenato a Frosinone ed ha sempre creduto in me. Uno dei pochi a starmi vicino nel periodo successivo all'infortunio. Un grande uomo oltre che un bravo tecnico». (s.d.c.)
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