La serie A al Governo: fa ripartire il calcio

22 Aprile 2020

I club si ricompattano e all’unanimità chiedono il via agli allenamenti dal 4 maggio. Niente sconto: no alla richiesta di Sky

MILANO. La curva dei contagi da coronavirus continua a calare in Italia, ma la fase 2 del calcio resta un'incognita. Lo scenario potrebbe essere più chiaro dopo l'incontro di oggi a mezzogiorno fra il ministro dello Sport, Vincenzo Spadafora, il presidente della Figc, Gabriele Gravina, i vertici delle componenti federali e il dottor Paolo Zeppilli, a capo della commissione medico scientifica che ha redatto il protocollo per la ripresa degli allenamenti. Una proroga dei divieti oppure un via libera agli allenamenti a partire dal 4 maggio? Il dubbio resiste. Tra alcune società c'è infatti il timore che il ministro Spadafora possa fare melina respingendo al mittente i protocolli perché giudicati difficilmente applicabili. Di certo, alla vigilia della delicata videoconferenza, Paolo Dal Pino è riuscito a ricompattare la serie A, unanime nell'affermare «l'intenzione di portare a termine la stagione, qualora il Governo ne consenta lo svolgimento, nel pieno rispetto delle norme a tutela della salute e della sicurezza». Aprendo l'assemblea, il presidente di Lega ha richiamato i club alla coesione e all'unità. In sintesi, ha avvertito che fanno male al sistema documenti come quello circolato lunedì sera, con le perplessità e i quesiti sulla ripresa sollevati da sette club. I problemi vanno affrontati nelle sedi opportune, ha detto Dal Pino, aggiungendo che il calcio di serie A deve restare unito in questo momento difficile. Non sono mancati, come al solito, toni accesi nella riunione durata tre ore. Ma sono un fatto non indifferente le due delibere all'unanimità. Una appunto sulla ripresa, votata anche da club come Torino, Brescia e Sampdoria che nelle ultime settimane si sono espresse chiaramente per chiudere qua il campionato. La seconda è stata formulata in reazione alle richieste di sconto avanzate da Sky e di dilazione chieste da Dazn, l'altro broadcaster che trasmette la serie A in Italia, e Img, l'agenzia che rivende i diritti tv all'estero. Sky in un una lettera, di fronte a una «dirompente modifica al formato del campionato di serie A che avevamo concordato», ha chiesto alla Lega uno sconto da spalmare sui 790 milioni di euro da corrispondere del 2020/21: un taglio che, in base a varie ipotesi, oscillerebbe fra i 100 e i 190 milioni di euro circa, a seconda di quando ricomincerà il campionato, con una riduzione del 100% per ogni partita non disputata entro il 9 agosto o annullata. Compatti, i club hanno dato alla Lega il mandato di salvaguardare i contratti con i broadcaster. Da Sky sottolineano che la lettera si inserisce nel solco del dialogo costruttivo con la Lega, che continuerà alla ricerca di una soluzione reciprocamente utile in vista delle prossime scadenze. La prossima è il primo maggio, il pagamento dell'ultima rata bimestrale, 222 milioni di euro fra Sky, Dazn e Img. E tutte le parti in causa sperano che a quel punto la fase 2 del calcio sia più chiara.
L’Uefa. Da Nyon l’invito rivolto a tutte le federazioni è chiaro: «Raccomandiamo vivamente di concludere i campionati e le coppe nazionali». L'Uefa continua a premere per la ripresa della stagione, il tutto mentre dal Brasile - fonte il magazine Placar - rimbalza la notizia di una conversazione privata tra l'Organizzazione mondiale della sanità e i rappresentanti dell'Uefa e dei club in cui l'agenzia dell'Onu specializzata in questioni sanitarie avrebbe suggerito un lockdown del pallone europeo «fino alla fine del 2021». Nel corso della videoconferenza con i 55 segretari federali, l'organo di governo del calcio europeo ha fatto il punto sulle alternative valutate dai due gruppi di lavoro istituiti a metà marzo, illustrando anche varie ipotesi di calendario per le competizioni per club e per nazionali.
Confermata la volontà di giocare le coppe internazionali ad agosto.
Angelo Caradonna