La serie A vuole ricominciare a maggio

Probabile inizio degli allenamenti il 4 per poi tornare alle partite di campionato a fine mese. Domani summit con il ministro
ROMA. La sensazione è che il calcio italiano - almeno quello di serie A e B - ripartirà. Con tempi ancora da stabilire, ma con la necessità di farlo per limitare i danni economici ed evitare contenziosi legali. E la classe dirigente sta ponendo le basi perché questo possa accadere al più presto possibile. A maggio. «Dobbiamo essere pronti quando il governo darà l’ok», ha detto il presidente della Figc Gabriele Gravina. Tant’è che la commissione medica voluta dalla federazione sta tracciando le linee guida da inviare ai club per la ripresa: squadre in ritiro in posti sanificati e chiusi all’esterno e controlli accurati sui calciatori e tesserati, tanto per fare un esempio.
Ovviamente non tutti i club sono d’accordo per ripartire. C’è chi - anche per interessi di classifica - preferirebbe annullare tutto. Il presidente del Brescia ultimo in classifica - a meno nove dalla zona salvezza - Massimo Cellino ha fatto sapere che «la ripresa del campionato è un'ipotesi che il club vorrebbe evitare nel rispetto della triste realtà bresciana». Anche la Sampdoria è contraria, la maggior parte però intende chiudere il campionato giocando.
Ma quando si dovrebbe ripartire? Anche per il calcio lunedì quattro maggio potrebbe essere il giorno della riapertura. Tutti o quasi si sono messi il cuore in pace. Complice il rischio di un "liberi tutti" il 25 aprile e il primo maggio che potrebbe favorire nuovi contagi, è scontato che il prossimo decreto del presidente del consiglio Giuseppe Conte confermi i divieti, compreso quello per lo stop degli allenamenti. Forse c'è una possibilità per le discipline individuali, dove ci si può allenare anche da soli magari in impianti a frequentazione limitata ai soli atleti di vertice e chiusi rigidamente al pubblico, ma per le squadre è scontato che la prescrizione sarà allungata. Il ritorno agli allenamenti il quattro maggio significherebbe ricucire il filo spezzato del campionato in un contesto diverso. Ripartendo il 24, il 31 maggio o il 7 giugno servirebbero sei settimane e mezzo (13 turni) per completare la serie A. Si finirebbe fra l'inizio o la metà di luglio. Poi, ovviamente, ci sono le coppe europee da completare. I club stanno richiamando i giocatori stranieri tornati nei rispettivi Paese. A loro serviranno due settimane di isolamento al ritorno in Italia. E se torneranno, come sembra, appena dopo Pasqua, ecco che saranno pronti per ripartire lunedì 4 maggio.
Domani il presidente della Figc Gabriele Gravina incontrerà il ministro dello sport Vincenzo Spadafora per aggiornare l’agenda dei lavori sia per quanto riguarda la ripresa del campionato che per gli aiuti di cui il calcio ha bisogno.
Fase di stallo per quel che riguarda la trattativa tra la Lega di serie A e l’associazione calciatori per la decurtazione degli ingaggi. I club vorrebbero non pagare il periodo di inattività, ma la proposta andrà rimodulata perché la sensazione è che la serie A ripartirà per chiudere la stagione.
In Spagna, il Real Madrid ha fissato la riduzione per giocatori e tecnici - tanto del calcio come del basket - in una forbice posta tra il 10 e il 20%. Però dell’intero ingaggio annuale, non solo per il periodo di crisi.
Angelo Caradonna

