La serie B chiede aiuti per poter ripartire

28 Aprile 2020

Il Pescara alla finestra: attende un protocollo da seguire 

PESCARA. Attesa spasmodica e un pizzico di disorientamento. Il nuovo decreto governativo ha spiazzato il mondo del calcio (e non solo). Lunedì gli atleti che praticano sport individuali potranno riprendere gli allenamenti, mentre per gli sport di squadra bisognerà attendere il 18 maggio. Dunque, prima di quella data, i giocatori del Pescara non potranno recarsi al centro sportivo Poggio degli Ulivi per svolgere le sedute di lavoro. Continueranno ad allenarsi nelle proprie case seguendo le indicazioni dello staff di Nicola Legrottaglie e aspettando il via libera per ricominciare. In che modo? Non si sa. Al momento, infatti, nessuno conosce le modalità della ripresa. Il protocollo redatto dalla commissione medico-scientifica della Figc è stato oggetto di contestazioni da parte del comitato degli esperti del Governo e, con ogni probabilità, nelle prossime ore subirà variazioni. Perciò, ad oggi, le società non sanno se i calciatori potranno riprendere gli allenamenti collettivamente, individualmente o a piccoli gruppi. Nel documento stilato dai medici della Figc i lavori della prima settimana dovevano essere svolti nel rispetto del distanziamento sociale. Sedute con la squadra divisa in gruppetti e divieto assoluto di disputare partitelle. In seguito, nella seconda e nella terza settimana, riduzione graduale delle misure restrittive fino ad arrivare agli allenamenti collettivi. Ma le parole del ministro dello Sport, Vincenzo Spadafora, dovrebbero sparigliare le carte. Anzi, per molti rappresentano una vera e propria doccia gelata. «Il protocollo della Figc è insufficiente», ha dichiarato Spadafora, «abbiamo chiesto approfondimenti, solo quando arriveranno potremo dire se il calcio potrà ripartire o no». Annunci che, secondo molti dirigenti, potrebbero rendere ancora più rigide le modalità di ritorno in campo. E se il primo testo era già considerato inattuabile da tanti club di B per motivi economici e logistici, alcuni ora scommettono che il nuovo protocollo sarà addirittura più oneroso. Dell’argomento (e di tanto altro) si parlerà oggi nel corso del consiglio direttivo della serie B, di cui fa parte il presidente del Pescara Daniele Sebastiani. Il capo della Lega B, Mauro Balata, è intenzionato a portare a termine il campionato. Se la stagione si chiudesse, verrebbero evitati i temutissimi contenziosi che vari presidenti di club hanno già minacciato. Ovviamente, servono soldi per concludere il torneo nel rispetto delle prescrizioni. Ecco perché la Lega B attende aiuti e nei giorni scorsi ha inviato una lettera alla Figc e alla Lega A chiedendo «il rispetto degli accordi di separazione fra A e B firmati nel 2009 e contributi solidaristici delle squadre promosse nella serie maggiore. Si tratta di una quota dell’1,5 per cento (circa 16-17 milioni) dei diritti tv della serie A e delle somme che i club promossi nella categoria maggiore devono versare al campionato che lasciano». In sostanza i club vogliono ricominciare, ma chiedono una quota dei diritti tv che percepirà chi andrà in A. Un altro aiuto, si spera, potrebbe arrivare dai contributi a pioggia (236,5 milioni di euro) che l’Uefa ha sbloccato per le 55 federazioni calcistiche europee affiliate. In tal senso, la Lega B si è già fatta sentire chiedendo un rapido sostegno. L’altro tema da discutere riguarda la data entro cui terminare i campionati. Il 2 agosto vale per la A, la B dovrà per forza adeguarsi?
Serie C, assemblea rinviata. L’assemblea delle società di Lega Pro, già convocata per il 4 maggio, è stata posticipata al giorno 7. Tra gli argomenti all’ordine del giorno, l’esame della proposta da sottoporre al consiglio federale affinché venga disposta la definitiva sospensione del campionato; l’individuazione dei criteri per la promozione in B delle quattro società di Lega Pro e, infine, il blocco delle retrocessioni dalla C alla D e dei ripescaggi in C.
Giovanni Tontodonati
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