La serie B del futuro sarà falsata
Chi retrocederà dalla A avrà un tesoretto a disposizione che farà la differenza
di Rocco Coletti
Il campionato di serie B dei prossimi anni rischia di essere falsato. Il prossimo sicuramente, gli altri si vedrà. Il condizionamento è economico, attraverso il cosiddetto "paracadute" che porteranno in dote le squadre retrocesse dalla A. Se fino alla scorsa stagione i club che scendono si portavano in dote un tesoretto di 30 milioni di euro, dalla prossima stagione la cifra sarà raddoppiata. Lo ha deciso la Lega di serie A nel momento in cui è andata a dividere i proventi dei diritti tv.
Per approvare il piano di ripartizione della torta (poco più di un miliardo di euro) ha avuto bisogno di un vasto consenso e per ottenerlo è stato necessario cedere qualcosa in più ai club medio-piccoli. Quelli che rischiano di finire in B e che hanno chiesto e ottenuto un paracadute più consistente per attutire il colpo dei mancati introiti dai diritti televisivi.
Chi scende dalla A ha un budget di partenza superiore alla concorrenza, a tal punto da poter falsare il campionato. E' come se in una gara dei 100 metri ci fosse chi parte con qualche secondo di anticipo. Questo lasso di tempo è destinato a raddoppiare, penalizzando (irrimediabilmente?) i rivali nella corsa alla serie A.
Il caso del Cagliari in questa stagione è sotto gli occhi di tutti: il club del presidente Giulini ha reinvestito sulla costruzione della squadra i soldi del paracadute e ha avuto la possibilità di costruire una rosa più competitiva. Larga e qualitativamente superiore.
Il divario è destinato ad aumentare, perché se prima per le retrocesse c'era un tesoretto di 30 milioni, dalla prossima stagione ne saranno 60. La ripartizione è stata ideata con questi criteri: se a retrocedere è una neopromossa (ad esempio, Carpi e Frosinone) incassa 10 milioni di euro; 15 per chi ha alle spalle almeno due stagioni (delle ultime tre) di serie A; 25 per chi ne ha disputate tre nelle ultime quattro (ad esempio il Verona). Oggi in serie A è il Verona la squadra con maggiori chance di scendere in B. E se l'ipotesi diventasse realtà, retrocederebbe con un tesoretto (25 milioni) tale da poter allestire una rosa in grado di risalire subito.
In pratica, avrebbe delle possibilità economiche che le altre società nemmeno si sognano in un tempo in cui fioccano i deferimenti per inadempienze amministrative. In un tempo in cui si fa fatica a pagare stipendi e oneri fiscali e contributivi. Nel caso retrocedessero Carpi, Frosinone e Verona il paracadute sarebbe di 45 milioni complessivi; i restanti 15 sarebbero a disposizione per l'anno successivo di un club dei tre che abbia almeno tre stagioni di serie A alle spalle. Quindi il Verona. Ne consegue che l’Hellas, qualora non tornasse subito in A, partirebbe avvantaggiato anche nel secondo campionato di serie B che andrebbe ad affrontare.
Per rendere l'idea di quello che può essere il gap con il resto dei club di serie B basti pensare che i costi di gestione del Pescara attualmente in lizza per la zona play off sono di circa dieci milioni di euro. Il Verona partirebbe con un budget due volte e mezzo superiore, senza contare gli altri introiti (sponsor, abbonamenti e botteghino, ad esempio). Un sfida impari.
Ma a che cosa serve il paracadute? E' stato creato per ammortizzare la drastica riduzione degli introiti dai diritti tv esistente tra la A e la B. E chi scende spesso si trascina in bilancio contratti pluriennali di calciatori di serie A a cifre che possono essere pagate in serie A, ma non in B. Da qui il paracadute.
Ma raddoppiandolo si acuisce la forbice di differenza con gli altri club. A meno di scelte clamorosamente sbagliate chi retrocederà avrà la possibilità di allestire squadre nettamente più forti. Quindi, destinate a risalire in A. E, sempre sulla carta, ci saranno sempre meno fenomeni tipo Carpi, Frosinone o lo stesso Crotone di questa stagione.
E la Lega di serie B che cosa fa? Per il momento, è impegnata nel progetto di ridimensionamento dell'organico che il presidente Andrea Abodi vuole portare da 22 a 20 squadre. Ma ha incassato il colpo basso arrivato dalla Lega di A, apparentemente, senza reagire. D'altronde, è impotente visto che l'altra Lega è libera di dividersi i proventi come vuole. Il problema andrebbe portato su un altro tavolo, magari quello federale.
Ma in federazione si sta per entrare in campagna elettorale. E la disparità di trattamento economico in serie B è destinata a diventare uno degli argomenti da trattare.
Resta il fatto che sono state poste le basi per falsare il prossimo campionato di serie B. Sarebbe una lotta impari. Troppo impari in nome del Dio denaro.
@roccocoletti1
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