La sfida CR7-Icardi è il sale di Juve-Inter

7 Dicembre 2018

Allegri punge: «È più importante mercoledì con lo Young Boys»

TORINO. Juve-Inter, una partita come un'altra o quasi. Almeno adesso, alla 15ª giornata di un campionato fin qui dominato dai bianconeri, a +8 sul Napoli e +11 sui nerazzurri. La vede così Massimiliano Allegri, non perché snobbi l'Inter - tutt'altro - ma «per noi conta di più mercoledì a Berna. In Svizzera dobbiamo difendere il primo posto nel girone di Champions, una posizione importante per come si sono messe le cose negli altri gruppi». Il tecnico bianconero guarda al sorteggio europeo però sa benissimo che stasera (ore 20,30) la Juve può mandare ko l'Inter. «I campionati non si ammazzano, si vincono a maggio. Ci giochiamo solo una partita, bella ed entusiasmante perché è sempre il derby d'Italia, ma siamo appena alla 15ª giornata. Per vincere lo scudetto ci vogliono 90 punti, se ne riparla in primavera».
Senza Khedira, Alex Sandro (contratto rinnovato fino al 2023), Barzagli e con Bentancur recuperato all’ultimo momento dopo un problema alla schiena, Allegri ripresenta tra i convocati Emre Can, che «potrebbe giocare anche qualche minuto».
Spettacolo stasera all’Allianz Stadium, con i campioni bianconeri stimolati dalla sfida con «giocatori tecnici come Icardi, Perisic, Politano, che è cresciuto molto, Joao Mario che ora sta facendo bene, Brozovic», ma anche in panchina, con due esponenti della scuola toscana a darsi battaglia: «Una partita bella tra due squadre che insieme al Milan hanno fatto la storia del calcio italiano. Spalletti sta facendo grandi cose all'Inter, l'autostima della squadra è cresciuta. Ma aveva fatto molto bene alla Roma e in Russia: bisogna fargli i complimenti. Al momento, l'Inter è con il Napoli una delle possibili antagoniste della Juventus. Molti sperano che la classifica al vertice si possa accorciare, è normale, ma chissà, magari si allunga...».
Qui Inter. «Sarà difficile raggiungere la Juve in classifica». Luciano Spalletti parla chiaro, non cerca sotterfugi dialettici per nascondere la realtà, anche perché la graduatoria è davanti agli occhi di tutti. Il tecnico dell'Inter non ha però nessuna intenzione di partire sconfitto contro i bianconeri, anzi. E indica la strada ai suoi: «Serve coraggio, personalità. Campionato finito? È finita quando non sei più convinto e smetti di provarci. Noi siamo convinti e ci vogliamo provare, ci presentiamo per vincere: sta a noi accorciare le distanze». Poco importa che i punti di distacco siano già 11 e che una sconfitta significherebbe la fine dei sogni già a dicembre. Le intenzioni interiste sono chiare: «Vincerà chi farà la partita, non chi la subirà», prosegue il tecnico. «La squadra cresce, se riesce a metterci un po’ più di attenzione può rasentare la perfezione».
E poco importa a Spalletti anche che tutta Italia o quasi possa tifare per l'Inter per tenere aperto il campionato: «Porteremo in campo solo il sentimento e i desideri dei nostri tifosi». Una partita che sarà anche l'ennesimo banco di prova per i nerazzurri. «Un collaudo per vedere se siamo pronti a fare risultati contro chiunque».
La ricetta per fermare l'armata di Allegri è tutta nell'aggressività. «Dovremo pressarli per 90', solo così potremo creargli qualche problema. CR7? La Juve non è solo lui, ha tanti giocatoti forti e ogni stagione va a prendere i migliori delle avversarie». E importante sarà anche «non avere paura. I nostri obiettivi sono tutti lì davanti, dobbiamo andare a prenderceli». Obiettivi che l'Inter si gioca nel giro di cinque giorni: oggi la Juve, martedì la decisiva sfida con il Psv in Champions. «Sono importanti entrambe, per ora dobbiamo pensare solo alla prima».
Contro gli olandesi potrebbe rivedersi Nainggolan, rimasto fuori dai convocati per l’Allianz SZtadium perché «non ce la fa a recuperare, come Dalbert», le parole del tecnico. Favorito il portoghese Joao Mario per sostituirlo, nel 4-2-3-1 pronto a trasformarsi in 4-3-3 durante la gara. In attacco tutto sarà sulle spalle di Mauro Icardi, al primo scontro diretto con Cristiano Ronaldo: un banco di prova anche per il capitano, nella sfida al più forte.
In difesa D’Ambrosio in ballottaggio con Vrsaljko, mentre Perisic è insidiato da Keita in gol domenica scorsa a Roma.
Angelo Caradonna