LA SINDROME DEL MARCHESE DEL GRILLO
SEGUE DALLA PRIMA Abbiamo più volte spiegato che tutto parte dalla somma di due responsabilità: l’avidità del governo internazionale del calcio (da questi Mondiali ricaverà tre volte più dei...
SEGUE DALLA PRIMA
Abbiamo più volte spiegato che tutto parte dalla somma di due responsabilità: l’avidità del governo internazionale del calcio (da questi Mondiali ricaverà tre volte più dei precedenti) e la malagestione locale, che ha sommato incapacità ad altri scandali brasiliani. Allo scoppiare delle proteste del 2013, la reazione della Fifa fu deprimente, con le parole del segretario Jerome Valcke: «Protestate pure, tanto da qui non ce ne andiamo».
Si sa benissimo, perché non se ne vanno quelli della Fifa. Non riescono neanche ad avere parole di conforto per le otto vittime nei cantieri dove si sono costruiti gli stadi. Dicono che non è un problema loro, come del resto quello degli operai ridotti in semischiavitù che sono morti già in centinaia per realizzare le opere che serviranno per il Mondiale 2022 in Qatar, quasi certamente assegnato a suon di tangenti. Ieri erano lì, alla cerimonia inaugurale, il più nascosti possibile. Non hanno pronunciato neanche uno straccio di discorso perché sarebbe stato coperto dai fischi. Hanno fatto in fretta, hanno fatto i conti del botteghino e si son fregati le mani. Più tardi, per restare in clima, anche l’arbitro della prima sfida si è adeguato. E i croati hanno imparato a loro spese come funziona con il marchese del Grillo.
Stefano Tamburini
@s__tamburini
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