La Sisley 30 anni dopo con Pomilio nel cuore

I protagonisti dei trionfi del 1987 ricordano il dg da poco scomparso
PESCARA. Erano gli anni d’oro della grande Pescara, sportiva e non. Gli anni in cui si respirava il profumo della felicità, la parola “crisi” era un’autentica sconosciuta, c’era chi aveva voglia di fare e di investire con il resto del carrozzone pronto a sostenerlo. La città seguiva con passione le vicende sportive delle sue squadre, il Pescara di Galeone era appena stato promosso in A, il basket militava nella massima serie e qualche anno prima anche la pallanuoto aveva gettato le basi per lo storico, meraviglioso Triplete di quel 1987. Trent'anni dopo, tante cose sono cambiate, ma non la memoria, i ricordi, l’affetto e l’unione, con un filo di nostalgia nel ripercorrere quei momenti, forse irripetibili. Emozioni che Pescara ha voluto rivivere celebrando il 30esimo anniversario di quell’anno di grazia.
Una serata organizzata sul bordo della piscina scoperta delle Naiadi, teatro di tante vittorie, alla presenza dei campioni del 1987 ma anche di quelli degli anni successivi. C'erano tutti, ieri. Da Ballerini a Di Fulvio, da Mundula a Papa, passando per Rapini, Battinelli, D’Altrui, Malara, Salonia, Bertazzoli, approdato in quella squadra quasi per caso, e ovviamente Manuel Estiarte, il Maradona della pallanuoto, lo spagnolo arrivato per cambiare la storia di questo sport e che, prima degli altri, ieri ha ricordato Gabriele Pomilio, scomparso venti giorni fa: «Dobbiamo essere fieri per quello che abbiamo fatto. Non importa quanto sia durato, quello che è successo nel 1987. È lì, fa parte della storia e nessuno può cancellarlo. Sono sicuro che Gabriele ci sta guardando felice da qualche parte, lui che con le sue idee e il suo carisma ha creato quello che adesso noi festeggiamo». E poi l'allenatore Trumbic e il presidente di quella Sisley Gianni Santomo, il braccio di Gabriele Pomilio ricordato davvero da tutti. L’allenatore della Nazionale di pallanuoto Sandro Campagna: «Pomilio è stato l'uomo che ha cambiato la pallanuoto, portandola dal dilettantismo al professionismo. Il Pescara, la sua squadra, è quella che ne ha beneficiato per prima, poi a cascata le sue idee sono state tradotte in successi dalle altre squadre».
Quindi Santomo: «Non conoscevo questo sport, non conoscevo giocatori come Estiarte, non sapevo nulla di pallanuoto. Tutto quello che c’è stato è opera di Gabriele...». E l’emozione rompe la voce.
Tanti momenti nel corso della cena, dalla proiezioni delle immagini di quel 4 luglio 1987, data del primo scudetto, alle battute dei protagonisti di allora, con un’età diversa, con qualche capello bianco in più ma con la stessa voglia che li portó sul tetto d’Italia prima, e d'Europa poi. Amedeo Pomilio, oggi vice ct della Nazionale, racconta quei momenti magici iniziando dalla serata alla Scandone: «C’era un clima incredibile, una piscina con oltre seimila persone. Giocammo per metà gara con l’uomo in meno per l’assurda espulsione di Salonia. Dico assurda perchè nessuno riuscì mai a capirne il motivo. Addirittura Postiglione, che secondo gli arbitri avrebbe ricevuto un colpo da Salonia, a fine partita andó a chiedergli “perchè ti hanno mandato via?”. Riuscimmo nell’impresa di vincere 9-8 è quella fu la base per la vittoria dello scudetto». Condito, pochi mesi dopo, dalla Coppa dei Campioni e dalla Supercoppa Europea. «C’era tanta voglia di fare in quella Pescara. La piscina era sempre strapiena, i tifosi organizzati ci seguivano e noi pallanuotisti vivevamo a contatto anche con altri sportivi, come calciatori e cestisti. Oggi tutto questo si è perso, forse anche per colpa di una classe dirigente non lungimirante come quella di allora». Accanto a lui, Roberto Calcaterra, protagonista con il Pescara che negli anni ’90 proseguì nella scia di vittorie: «Lo zoccolo duro era tutto locale. Io sono di Civitavecchia, ma dopo un paio d’anni qui, quando tornavo a casa parlavo in abruzzese. La gente per strada ci riconosceva e ci fermava, per un autografo o semplicemente per farci sentire il calore. Pescara è stato uno dei migliori momenti della mia carriera». In bella mostra, illuminati dalle luci colorate, i tre trofei conquistati da quei ragazzi, capaci di chiudere un Triplete passato alla storia. Poco distanti i giocatori della Nazionale attuale, a Pescara per l'amichevole di mercoledì sera. Proprio mercoledì, per uno scherzo del destino, la pallanuoto cittadina dopo anni di buio potrebbe far ritorno in serie A. Il modo migliore per onorare chi ha fatto la storia.
Adriano De Stephanis
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