La società non ci sta: Pescara svegliati

Niente riposo, squadra subito al lavoro. E domenica sera con l’Ascoli potrebbe essere decisiva (anche) per Legrottaglie
PESCARA. Un brusco risveglio dopo la serataccia di Crotone. Niente giorno di riposo, la batosta rimediata domenica sera in Calabria ha lasciato strascichi pesanti. La società ha annullato tutti i permessi e già ieri mattina alle 10 la squadra si è ritrovata al Poggio degli Ulivi per iniziare la preparazione del delicatissimo match con l’Ascoli. La sfida di domenica sera all’Adriatico (ore 21) contro i bianconeri di Stellone rappresenta un bivio fondamentale per il prosieguo della stagione. Se arrivasse un altro passo falso potrebbe diventare a rischio anche la posizione di Legrottaglie. L’allenatore pugliese aveva iniziato alla grande l’avventura, il bel successo contro il Pordenone e la vittoria (sofferta) con il Cosenza lasciavano presagire un cammino in discesa, invece la situazione è presto precipitata a causa delle sconfitte contro Entella, Cittadella e Crotone. Se in Liguria gli episodi (due penalty a sfavore) avevano giocato contro il Delfino e in casa con i veneti il Pescara era stato punito oltre i propri demeriti, due giorni fa a Crotone Memushaj e compagni sono stati inguardabili. Un’autentica lezione di calcio subita dall’undici di Stroppa che ha messo a nudo sia i limiti tecnici di una rosa indebolita durante il mercato invernale che quelli caratteriali. Proprio il secondo aspetto preoccupa di più la dirigenza che ha assistito a una prova imbarazzante di un gruppo apparso arrendevole. Basta rivedere le reti incassate per capire quanto si sia rivelata deficitaria l’opposizione dei biancazzurri che sono stati in balìa degli avversari per quasi un’ora. La reazione generosa degli ultimi minuti non fa testo, dal momento che sul 4-0 il Crotone ha tirato i remi in barca regalando spazi al Delfino.
L’analisi di Galano. A fine gara Galano, autore del gol della bandiera, è stato protagonista di una feroce autocritica e ha ammesso (seppur con rispetto) di non trovarsi a suo agio nel 3-5-2. «Non siamo scesi in campo», le parole del bomber, «giochicchiamo, non siamo mai cattivi e pericolosi, bisogna cambiare registro altrimenti andiamo giù e non lo accetto perché possiamo fare molto meglio». Poi la riflessione sui suoi compiti. «Ho cercato di farmi vedere, non è un gioco adatto a me, però mi metto a disposizione con grande umiltà. Tuttavia non è questo il problema, la prima cosa da fare è giocare con il sangue agli occhi». Di certo, al di là del 12° gol stagionale realizzato allo Scida, Galano è stato in ombra per oltre un tempo. Con il nuovo modulo l’ex Bari, spesso costretto a giocare con le spalle alla porta, fatica a trovare sbocchi. Il sistema proposto da Legrottaglie dopo l’addio di Machìn sta penalizzando il rendimento del 28enne foggiano che sente la mancanza del guineano passato al Monza. Per dare nuova linfa all’attacco il tecnico dovrà studiare soluzioni alternative, anche se in verità allo Scida l’aspetto più straziante ha riguardato la fase di non possesso. Un centrocampo molle e un trio difensivo in costante affanno hanno permesso al Crotone di surclassare i biancazzurri.
La posizione del tecnico. Nel torneo in corso mai il Pescara aveva perso tre partite di fila e da quasi un anno i biancazzurri non incassavano più di tre reti (9 marzo 2019, 1-4 a Cittadella). Un trend pericoloso che Legrottaglie dovrà invertire per rafforzare la sua posizione. All’orizzonte c’è la gara contro l’Ascoli, un appuntamento da non fallire per scacciare i fantasmi e rilanciarsi in classifica. Il Delfino è a -2 dalla zona play out, serve una sterzata per risalire la china. Domenica non ci sarà Bojinov che verrà squalificato a causa dell’espulsione dalla panchina rimediata allo Scida. «Alza la bandierina quando è fuorigioco», queste secondo la ricostruzione dei pescaresi le parole pronunciate all’indirizzo del guardalinee dal bulgaro che è stato punito con il rosso diretto. Quando si dice, piove sul bagnato.
Giovanni Tontodonati
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