La Spagna celebra Totti. E la Roma?

10 Marzo 2016

Dopo il tributo del Bernabeu Sergio Ramos ha voluto la sua maglia. Ma Pallotta non parla di rinnovo

ROMA. La standing ovation del Santiago Bernabeu sugli spalti, le strette di mano degli avversari in campo, la maglia n. 10 esposta come un cimelio da Sergio Ramos negli spogliatoi, i titoli celebrativi da parte dei media spagnoli.

Francesco Totti difficilmente dimenticherà gli ultimi 20' minuti di Real Madrid-Roma, l'atmosfera respirata in quella che potrebbe essere stata la sua ultima apparizione in Champions League. Per il capitano infatti è iniziato il conto alla rovescia. Tra 10 partite sarà un giocatore senza contratto o, come direbbero negli Usa, un “free agent”. Libero. Di smettere. Di continuare. A Trigoria o altrove. La società finora ha fatto melina, con James Pallotta che ha rispedito la palla nel campo di Totti.

«Decida Francesco cosa fare», il messaggio del tycoon, che dopo aver assistito all'omaggio del tifo merengue alla bandiera giallorossa («meriterebbe un'ovazione del genere in ogni stadio») è salito sul suo jet privato per tornare a Boston. Nella settimana trascorsa dal presidente nella Capitale il nodo rinnovo non è stato sciolto (così come non è stato affrontato il discorso legato al ds Sabatini e al suo addio a fine stagione). Il fugace incontro tra i due nel centro sportivo non ha prodotto sostanziali novità. La società ritiene che il tempo di Totti da calciatore sia ormai esaurito, ma non ha intenzione di imporre lei lo stop. Ad appendere gli scarpini al chiodo dovrebbe quindi essere Totti stesso, consapevole del fatto che nella prossima stagione Spalletti gli riserverebbe ancora meno spazio. Lo stallo, per forza di cose, sarà superato nell'arco dei prossimi due mesi. Il 15 maggio d'altronde la Roma chiuderà la stagione a San Siro contro il Milan. E proprio come il Bernabeu, anche la “Scala” del calciò potrebbe riservare un tributo d'addio al capitano romanista. Sempre che Spalletti decida di farlo giocare. Il tecnico toscano è tornato a lavorare a Trigoria di pessimo umore. A disturbarlo tanto quanto il ko di Madrid è stato l'atteggiamento visto in alcuni suoi giocatori dopo il 2-0 col Real.

E lo ha ribadito anche ieri negli spogliatoi chiedendo una crescita nella mentalità, indispensabile per poter ambire a grandi traguardi. Il primo dei quali è tornare in Champions nella prossima stagione, possibilmente evitando i preliminari. Ecco perché domenica chiederà alla Roma di battere l'Udinese in trasferta, centrando così l'8ª vittoria consecutiva in campionato. Al Friuli mancherà ancora Ruediger, mentre potrebbero rientrare De Rossi (oggi di nuovo in gruppo) e Nainggolan (punta a svolgere la rifinitura). In dubbio invece la presenza di Pjanic uscito con la caviglia sinistra malconcia da Madrid.