«La storia passa per momenti così»

Conte coinvolge tutto l’ambiente azzurro a crederci «Un mese fa non c’era partita, adesso le cose sono diverse»
INVIATO A BORDEAUX. La storia passa per momenti che fissano nei testi l’immortalità. E il 2 luglio Bordeaux alle ore 21 potrebbe essere uno di questi. Perché Italia Germania non è solo una partita di calcio, sarebbe riduttivo definirla tale, è poesia, cinema, letteratura, costume. È storia appunto. E Antonio Conte è consapevole di essere qui per fare la storia. «Partite come questa - afferma il ct - sono quelle per le quali noi nel calcio lavoriamo, ci alleniamo, viviamo. Queste sono le partite che ti fanno sentire grande».
Frasi pronunciate con il petto gonfio d’orgoglio, con la convinzione di aver già realizzato qualcosa di grande, ma anche che il bello deve ancora venire. Non è più uomo solo al comando, il ct, sente la squadra con lui, sente un popolo che lo appoggia nonostante qualche licenza alla nevrosi.
«Siamo partiti senza grande credibilità, non solo da parte della stampa italiana ma anche estera. Tutti ci hanno riconosciuto un momento buio a livello di talento calcistico ma stiamo dimostrando che attraverso il lavoro, il sacrificio, l’organizzazione e 23 splendidi ragazzi che si mettono a disposizione, stiamo cercando di superare ostacoli che sembravano insormontabili. Ora dobbiamo fare qualcosa di superstraordinario».
Si parte dallo zero a zero e il ct, pur scaramantico e quasi ossessivo nella ripetizione dei gesti e dei riti (c’è sempre Buffon nella conferenza stampa della vigilia), non mette in campo la tradizione favorevole ma nemmeno la recente ferita dell’Allianz Arena.
«Un mese fa non ci sarebbe stata partita, oggi siamo qui a giocarci un quarto di finale. Siamo pronti ad affrontare le difficoltà e dovremo essere bravi a ribaltare questa situazione che all’inizio è impari. Ma nessuno parte battuto».
Rispetto, ma non paura. Il timore reverenziale non rientra nel codice genetico del ct il cui Dna è quello di un combattente. Era così da mediano ieri e lo è da tecnico oggi.
«È certo che tutti noi pensiamo alla Germania come l’avversario sicuramente più forte al mondo e sto stressando i miei calciatori sotto questo punto di vista. Lo sapete come sono fatto. Abbiamo cercato in questi giorni di studiare anche attraverso i video le loro caratteristiche. Dobbiamo sapere che sarà una partita diversa rispetto alla Spagna. Dovremo essere bravi noi a limitarla cercando però di farle del male. È un avversario molto forte, anche più della Spagna. Sono i campioni del mondo e hanno tutto, tecnica, talento, fisicità, princìpi di gioco importanti, organizzazione. La Germania è la squadra più completa al mondo, si avvicina più a un club che a una nazionale. Complimenti a Loew per l’organizzazione della squadra e ai giocatori».
Ma la madre di tutte le domande è quella sulle condizioni di De Rossi, salito al volo sul treno per la a Francia ma cammin facendo tornato ad essere una sorta di Fellini del nostro centrocampo.
«Le condizioni di Daniele sono discrete - precisa il ct - non ci sbilanciamo su niente, ma queste sono partite dove si deve essere al 120% perchè molto fisiche e intense. Bisognerà stare non bene, ma benissimo». Conte si prenderà tutto il tempo a sua disposizione per decidere, ma in ogni caso si fa forte di una convinzione.
«Ho dimostrato di avere grande fiducia in tutto il gruppo, per questo sono sereno per le scelte che dovrò fare e le eventuali sostituzioni. I diffidati? Ci sarà vita solo per chi vince, diffide e ammonizioni sono l’ultimo nostro pensiero».
Già, è una partita senza domani, è una partita per la storia.
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