La Vastese ci mette il cuore, ma la Salernitana fa poker

30 Luglio 2018

Biancorossi con pochi giorni di preparazione, i granata hanno una marcia in più Il ds Ruffini: «Abbiamo un gruppo di qualità, ma è giovane e ha bisogno di crescere»

VASTO. Dopo soli quattro giorni di preparazione è impossibile chiedere di più. Certo è che ieri sera, contro la quotata Salernitana (serie B), nella sua prima stagionale, nonostante lo 0-4 finale, la Vastese (serie D) ha fatto una buona figura, accontentando quei tifosi che hanno sfidato la calura e la domenica di vacanza per essere presenti sulle gradinate dell’Aragona.
Al di là di quello che è stato il risultato finale, tanta la differenza di valore tra le due squadre. L’undici di Ottavio Palladini, fino a quando hanno retto gambe e polmoni, ha giocato con il piglio giusto e con la necessaria determinazione. Nella prima frazione di gioco il tecnico biancorosso ha optato per quello che sarà il modulo base della squadra, quel 4-3-3 a lui tanto caro.
La partita, nonostante il caldo asfissiante e un tasso di umidità senza precedenti, si è giocata su ritmi non altissimi. La Vastese, almeno all’inizio, ha cercato di difendersi con ordine e dopo soli 13’ con Fiore, su calcio di punizione dal limite, ha colpito la traversa della porta di Russo. Vantaggio granata di Casasola al 24. La Vastese ha provato a reagire ma la differenza di categoria e di preparazione hanno fatto pendere l’ago della bilancia dalla parte dell’undici di Colantuono, bravo a raddoppiare con Vuletich al 37’. Nel primo tempo, di fatto, non succede più nulla. Nella ripresa la scontata girandola di sostituzioni da una parte e dall’altra. I ritmi restano bassi e la gara ha poco altro da dire. Se non un gol annullato a Bocalon e una splendida rete realizzata da Palumbo. Bocalon, poi, nel finale ha fissato il punteggio sul 4 a 0.
Gli obiettivi della Vastese. La società ha fatto di tutto pur di allestire un organico in grado di disputare un campionato di una certa importanza. E per costruirlo si è affidato all’esperienza di Nando Ruffini, il nuovo direttore sportivo. «Non era facile giocare questa partita», ha detto Ruffini, «dopo pochi giorni di preparazione. Meno male che non abbiamo subito infortuni, era la cosa che temevo di più. Il rischio era grosso. La squadra ha fatto il suo dovere, saremo sicuramente pronti per l’inizio del campionato».
«Ho accettato con entusiasmo e voglia di fare bene questo incarico», ha poi aggiunto il diesse, «e quando mi ha chiamato Palladini, invitandomi a conoscere il presidente e la dirigenza, ho detto subito di sì: qui a Vasto ho trovato persone per bene e con tanta passione. E, soprattutto, una città con grandi tradizioni calcistiche. Questo ci consentirà di lavorare nel migliore dei modi. Come ci ha consentito di lavorare bene in sede di mercato». Cinquantasette anni il prossimo mese di settembre, ex Francavilla e una grande esperienza maturata nel Pescara come responsabile del settore giovanile, Ruffini ha avuto il compito di allestire la nuova Vastese: confermando i migliori della passata stagione, seguendo le indicazioni di Ottavio Palladini, ingaggiando quei giocatori funzionali al nuovo progetto e rispettando il budget messo a disposizione dalla società. A livello dirigenziale Ruffini ha lavorato anche con Grosseto e Gallipoli mentre da giocatore è stato un ottimo centrocampista con una importante carriera, tanta serie B, quasi 250 presenze, iniziata e terminata a Giulianova, passando poi per Triestina, Sambenedettese e soprattutto Padova dove è rimasto per nove anni tra serie C e serie B.
Che Vastese sarà? «In sede di mercato pensiamo di aver fatto tutto quello che avevamo in mente di fare, sia in tema di conferme che di nuovi arrivi. Siamo fiduciosi, l’organico è competitivo e, soprattutto, abbiamo un allenatore che sa il fatto suo e che già in passato ha dimostrato come si vince. Adesso dobbiamo aspettare la risposta del campo».
E’ giusto parlare di serie C? «Io dico che è giusto ed utile l’entusiasmo che ci sta circondando in questa fase embrionale della stagione. Ci farà bene perché Vasto era e resta una piazza importante del calcio abruzzese. Il rischio che non possiamo e non dobbiamo correre è quello di gravare i ragazzi di troppa responsabilità, soprattutto in questa fase. Abbiamo costruito un gruppo di qualità. Ma è giovane, deve farsi e deve avere la capacità di tirare fuori personalità e carattere».
Gaetano Quagliarella
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