La Vastese non sa più vincere

L’ultimo successo della capolista un mese fa: Lalli gela i mille dell’Aragona e regala il pari all’Angolana
VASTO. Due considerazioni prima di ogni altra cosa: la prima è che l’Angolana ha meritato il pareggio perché ha giocato una gara attenta e scrupolosa dall’inizio alla fine. La seconda è che la Vastese farebbe bene a preoccuparsi dal momento che in sole due gare si è vista rosicchiare quattro punti dal Paterno, ora staccato di sole tre lunghezze.
Insomma, un campionato che sembrava già vinto dai biancorossi si è clamorosamente riaperto.
Anche perché nelle prossime e ultime tre gare la squadra di Colavitto sarà impegnata due volte in trasferta (Sambuceto e Val di Sangro) ed una sola volta in casa (Celano).
La partita? Da una parte la capolista, ancora alla ricerca di quei punti necessari per festeggiare il meritato ritorno in serie D. Dall’altra una squadra annunciata in gran forma, quella che ha fatto più punti nel girone di ritorno (27).
Due motivi sufficienti per riportare allo stadio Aragona circa un migliaio di spettatori, grazie anche alla politica dei prezzi attuati per ieri dalla società del presidente Franco Bolami (tribuna centrale 8 euro, Curva D’Avalos 5 euro).
La Vastese non sta attraversando un gran momento di forma e non a caso la sua ultima vittoria risale allo scorso 6 marzo, in quel di Morro d'Oro. Ecco perché ha sofferto anche ieri, soprattutto dal punto di vista della corsa e dell’intensità. Anche perché l’Angolana ha giocato dall’inizio alla fine a viso aperto, senza alcun timore reverenziale, sempre alla caccia del risultato pieno.
Prima del rigore che ha sbloccato il risultato, tre sono state le occasioni del primo tempo, tutte importanti: la prima dell’Angolana, di Ricci, in semirovesciata, con il pallone che è terminato di poco sul fondo.
Poi le due della Vastese: un colpo di testa di Balzano, di poco a lato, e una fiondata dalla lunga distanza di Di Pietro che ha impegnato severamente l’estremo difensore ospite. Poi l’episodio del penalty: Faccini viene atterrato in area da Remigio, per l’arbitro è rigore. Dagli undici metri Iaboni ha spiazzato Agresta portando in vantaggio la capolista.
Gli ospiti non si demoralizzano, anzi.
E, ad inizio di ripresa, agguantano il pari con Lalli, bravo ad infilare Digifico con una conclusione da oltre trenta metri. La partita resta equilibrata, entrambe le squadre cercano di superarsi a vicenda e lo spettacolo non manca. Come non mancano le emozioni. Come quando Farindolini si presenta solo davanti a Digifico, sfiorando il raddoppio. Oppure quando Lalli, a 10’ dal termine, si è divorato un gol grande come una casa.
Alla fine chi deve rammaricarsi di più è l’Angolana, apparsa più tonica rispetto ad una Vastese in evidente difficoltà dal punto di vista fisico. Che poi è la cosa che deve preoccupare di più Colavitto.
Gaetano Quagliarella
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