La Virtus batte un colpo e spera nella salvezza

Di Francesco regala i tre punti nel finale contro una Pro Vercelli prudente
LANCIANO. Non passerà alla storia come la gara più spettacolare del campionato, ma intanto è già buona per le statistiche come la prima volta in questa travagliata stagione che la Virtus Lanciano vince due partite consecutive. E chissà che un giorno questo scontro diretto con la Pro Vercelli non lo si ricordi come quello della svolta. Ai rossoneri servivano tre punti come il pane, ma più di tutto serviva la dimostrazione che, nonostante il trambusto e le polemiche di queste settimane, la Virtus c’è. La squadra di Roberto D’Aversa batte un colpo e altrettanto fanno due dei tre nuovi acquisti: bene Salviato al suo ritorno in campo dopo otto mesi; resta ai box King, ma il compagno di vivaio Vitale può essere incoronato migliore in campo per capacità tecniche, visione di gioco, duttilità e autorevolezza. In pratica quello che in settimana chiedeva l’allenatore ai ragazzi prestati dalla Juventus: crescere in fretta ed essere decisivi da subito.
Vittoria a parte, come detto non è stata certo una partita emozionante, anche se il secondo tempo è stato leggermente migliore, soprattutto grazie a quella voglia di vincere che, a differenza degli ospiti, c’hanno messo i frentani. Nell’undici iniziale D’Aversa conferma la formazione prevista alla vigilia, pur dovendo fare i conti con il rischio di forfait di Amenta e Aquilanti, che come Rigione hanno saltato la rifinitura per un virus. I padroni di casa impostano una gara manovriera e paziente, senza forzare la giocata, con l’intento di far uscire dal guscio la Pro Vercelli. I piemontesi ribattono la stessa moneta: coprono gli spazi e sono prudenti nelle retrovie, anche perché dalla loro hanno una posizione di classifica che gli consente di accontentarsi di un punto. Ed è così che la prima frazione di gioco va avanti senza far registrare azioni di rilievo né picchi di particolare agonismo. Da un lato i rossoneri incassano qualche cross pericoloso, in particolare su calcio d’angolo, e un paio di tiri fuori bersaglio; dall’altro lato si fa vedere Di Francesco che sfiora il palo con una conclusione in mischia. L’evento più rilevante è l’espulsione di Scavone all’ultimo giro di lancette: corner e palla che balla nell’area piccola, con il mediano vercellese che, per furbizia o per ingenuità, prova a buttarla dentro con la mano; Marini in ogni caso tira fuori il secondo giallo.
La ripresa comincia con la novità tattica di Vitale che, con l’uscita di Bacinovic, viene investito da D’Aversa dell’incarico di play, e anche qui se la cava ottimamente. È un’altra Virtus in avvio di secondo tempo: proprio Vitale ispira a ripetizione la coppia d’attacco; Marilungo e Padovan dialogano bene tra loro e punzecchiano con decisione la difesa vercellese. I piemontesi in dieci passano al 4-4-1 e abbassano il baricentro in maniera considerevole, e sono rinunciatari al punto da non azzardare neanche qualche contropiede: la linea dei tre della Virtus passa il tempo a impostare scolasticamente la manovra. Quando la spinta dei rossoneri sembra affievolirsi, Di Matteo e Ferrari sono forze nuove che ringalluzziscono la manovra dei padroni di casa. L’uscita dal campo di Vitale provoca qualche fischio all’indirizzo dell’allenatore, ma il campo dà ragione a D’Aversa, perché nel finale di gara negli ultimi metri c’è sempre lo zampino di Ferrari, come del resto nell’azione del gol è decisivo Di Matteo. La rete di Di Francesco quasi allo scadere è un lampo in una partita tutt’altro che bella da vedere, molto tattica e accorta da entrambe le parti. Pazienza: ieri nessuno aveva intenzione di preoccuparsi dello spettacolo. Servivano i 3 punti un’iniezione di buona fiducia per guardare avanti con rinnovato ottimismo. Finisce con la curva che canta “Ci devi credere”: sabato prossimo ad Ascoli bisogna battere un altro colpo, perché la strada resta comunque in salita.
Andrea Rapino
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