La Virtus dei rimpianti ora è terz’ultima

25 Aprile 2016

Il Lanciano senza penalizzazione sarebbe praticamente già salvo Invece serve un grande finale di stagione per evitare la Lega Pro

LANCIANO. La partita del Sant'Elia riconsegna una Virtus Lanciano divisa tra legittimo rimpianto e rinnovato ottimismo. Comunque vada a finire, i tifosi di una squadra che ha messo alle corde il Cagliari, dopo aver steso il Novara pochi giorni prima, hanno tutte le loro ragioni per recriminare di essere invischiati nella lotta per la salvezza. Ma allo stesso tempo, la formazione vista all'opera nelle ultime gare, permette di guardare con ottimismo a questo sospirato traguardo. I rossoneri in Sardegna hanno dimostrato nuovamente di potersela giocare a viso aperto con tutti: tanto a Crotone quanto a Cagliari, i frentani hanno fatto la loro partita in casa dei club destinati al salto di categoria. La prova offerta sul campo della squadra di Rastelli acquisisce ancora più valore perché arriva dopo quella offerta di fronte al Novara: nel turno infrasettimanale i ragazzi di Primo Maragliulo avevano speso tanto dal punto di vista fisico, ma questo non ha impedito loro di sfoggiare un'altra prova autorevole, alla quale forse il pari non rende onore. Ciò significa che la tenuta atletica può sostenere la Virtus adeguatamente in questo delicato scorcio di stagione. Ed è anche per questo che non può mancare un legittimo rimpianto nella tifoseria rossonera: non sembra giusto che una squadra del genere sia costretta, a causa dei 7 punti di penalità per irregolarità amministrative, a lottare ancora per la salvezza, tra l'altro iniziando il rush finale da una posizione di svantaggio. Volendo, si potrebbe rimpiangere addirittura qualcosa di più di una salvezza tranquilla! Ad ogni modo, oggi serve a poco recriminare ormai, anche perché l'altro lato della medaglia è l'ottimismo che deriva dallo stato di forma della squadra. Il calendario non è agevole, perché da qui alla fine i frentani rischiano di trovarsi sempre di fronte avversari assetati di punti. Il primo è l'Avellino ospite sabato al Biondi: gli irpini non vincono dal 27 febbraio, e sabato a Vercelli hanno interrotto una serie di quattro sconfitte consecutive. In panchina, proprio al Piola, è tornato a sedersi Attilio Tesser, esonerato dopo il ko interno del 21 marzo. I biancoverdi, partiti con ben altre ambizioni dopo i play off dell'anno scorso, vogliono togliersi il più presto possibile il pensiero di una salvezza per la quale non avevano programmato di lottare. L'Avellino, tra l'altro privo dell'ex Fabrizio Paghera squalificato, arriva in Abruzzo anche per riconciliarsi con i propri tifosi, in queste settimane costretti a ingoiare qualche boccone amaro di troppo. Se gli irpini saranno decisi a fare risultato a tutti i costi, lo sarà ancora di più il Pescara: il derby della terzultima giornata porta i rossoneri sul campo di una formazione che, anche se avrà la certezza matematica dei play off, non rinuncerà certo alla possibilità di migliorare la posizione nella griglia degli spareggi promozione. Quanto saranno determinati gli avversari delle ultime due partite, Ternana e Livorno, lo decideranno i risultati delle prossime giornate: gli umbri è possibile che arrivino al Biondi con la salvezza in tasca; ma per gli amaranto potrebbe essere la partita del "o dentro o fuori". In ogni caso, per scampare la retrocessione bisogna vincere almeno tre delle ultime quattro partite: significherebbe arrivare a 48 punti, una quota che negli ultimi quattro campionati di B ha sempre permesso di evitare i play out. Conquistare tre vittorie su quattro non sarà una passeggiata: servirà la migliore Virtus, quella vista all'opera contro Novara e Cagliari. Da oggi, con la ripresa degli allenamenti (manca Michele Rocca convocato dall'Under 20), i frentani si preparano a superare il primo ostacolo.

Andrea Rapino

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