La Virtus Lanciano sbaglia e il Cesena non perdona

1 Novembre 2015

Errore di Ferrari sull’1-0 per i bianconeri, poi il raddoppio di Kessie nel finale

CESENA. Siamo alle solite: ancora un kappaò, il Lanciano torna a casa a mani vuote senza riuscire ad interrompere un digiuno che non sembra volerne proprio di terminare. L’ultimo successo lontano dal Biondi risale ormai al 13 dicembre dell’anno scorso: fu sconfitta la Ternana di misura, ma da allora è passata un’eternità. Poi il vuoto, un lungo girovagare per stadi che non ha portato quasi a nulla di buono. Non era semplice stavolta però, il Cesena è squadra attrezzata e punta a tornare nella massima serie. Non che si debba per forza di cose trovare una scusante, ma l’impresa non era delle più semplici ed il Lanciano ha comunque provato ad invertire il trend, a rialzare la testa per mettere la parola fine a questi tristi ed impietosi numeri. Non è bastata la forza di volontà, il solito 4-3-3 all’attacco non è servito per fermare il treno Cesena. La legge del Manuzzi ha avuto ancora una volta la meglio: l’incornata di Perico e il primo gol tra i professionisti di Kessie hanno deciso la gara. D’Aversa ritrovava Bacinovic ma gli preferisce ancora una volta Paghera. Cambia però molto nell’undici iniziale visto nel turno infrasettimanale contro la Salernitana. Dentro tra i quattro di difesa Mammarella ed Aquilanti; Zé Eduardo e si riprende la posizione di mezz’ala (a discapito di Vastola) e in avanti Di Francesco torna ad affiancare Ferrari nel tridente completato da Piccolo. Ancora fuori Lanini che pure martedì sera non aveva fatto male.

Come successo nell’ultima trasferta di Brescia, il Lanciano parte impaurito, col piede sul freno quasi come a dover trovare il tempo per sistemare le idee e capire come sia giusto comportarsi. Il rischio è subito dietro l’angolo, la pressione del Cesena porta ad un disimpegno frettoloso quanto brutto di Aquilanti, Djuric serve Ciano che vede la sfera terminare di un soffio al lato (1’). È il primo campanello d’allarme, la partenza ad handicap è evitata per l’imprecisione degli avversari che cercano d’imporre il loro gioco con un avvolgente manovra che si sviluppa sulla corsia di sinistra dove Renzetti fa quel che vuole con risultati soddisfacenti.

Il copione viene svolto così come ci si aspettava: pallino del gioco in mano ai padroni di casa e il Lanciano, con improvvise ma inefficaci reazioni d’orgoglio, prova a mettere il naso nella metà campo avversaria senza mai rendersi pericolosa. Quando improvvisamente qualcosa sembra iniziare a girare nel verso giusto per il Lanciano arriva la doccia fredda: cross di Renzetti, sbuca Perico che con un preciso colpo di testa fa 1-0 (27’). Era il miglior momento dei ragazzi di D’Aversa che con le idee avevano dimostrato di esserci, ma la poca lucidità nelle fasi cruciali non dava seguito.

Paghera l’unico a provarci (38’ e 42’, due conclusioni dalla distanza innocue), il sinistro di Mammarella gestito da una pessima uscita di Gomis fa trattenere in gola l’urlo di gioia dei frentani (salvataggio sulla linea di Capelli, 45’) che nella ripresa calano vistosamente.

Il Cesena torna a mettere il piede sull’acceleratore, vuole chiudere la pratica ma conquista solo corner. Ed allora, con coraggio e determinazione, il Lanciano cerca di (ri)tornare a giocare a calcio: Ferrari spara alto un assist delizioso di Mammarella (54’), Ragusa salva su Di Cecco (61’) e D’Aversa osa con un 4-2-4 (Lanini e Piccolo esterni, Marilungo e Ferrari punte) che sa di assedio. C’è però anche il Cesena, che si ricompatta e colpisce ancora nel miglior momento del Lanciano: Mammarella allontana sui piedi di Kessie, destro ad incrociare e palla che prima di entrare in rete accarezza il palo spegnendo i sogni di rimonta del Lanciano. Cesena da solo in vetta alla classifica, rossoneri in zona play out e attesi da un’altra trasferta, a Perugia.

Marta Mulè

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