La Wada chiede 4 anni per Iannone

Motogp, l’agenzia antidoping vuole l’inasprimento della pena per il pilota vastese
PARIGI. Il vastese Andrea Iannone ha fatto appello al Tas contro la sentenza di sospensione di 18 mesi per il doping e la Wada (l’agenzia mondiale anti-doping) ha risposto con un ricorso nel quale si chiede un inasprimento della pena fino a quattro anni di stop, il massimo della pena prevista Lo ha annunciato lo stesso tribunale arbitrale dello sport di Losanna. Il pilota dell'Aprilia, 30 anni, è stato sospeso a partire dal dicembre scorso quando fu resa nota la positività al drostanolone dopo il Gran Premio della Malesia, a Sepang, del 3 novembre scorso. «Andrea Iannone chiede che la sentenza venga annullata mentre la Wada chiede che la decisione venga sostituita da una sospensione di quattro anni per il pilota», ha affermato il Tas. Ciò corrisponde al periodo previsto per questo tipo di reato. Il tribunale ha dichiarato che non è stata ancora fissata una data per l'esame di questi ricorsi.
The Maniac resta in attesa, così come Aprilia, che era disposta ad aspettare il suo pilota per i 18 mesi inflitti in primo grado. Quattro anni, invece, cambiamo completamente lo scenario. Tutto si deciderà nelle prossime settimane. Iannone era stato anche squalificato dalle ultime due gare della stagione 2019, in Malesia e a Valencia il 17 novembre, che non aveva comunque concluso. Di conseguenza, ha mantenuto il suo 16° posto nella classifica del 2019 con 43 punti. L'Aprilia ha annunciato ieri che il compagno di squadra di Andrea Iannone, lo spagnolo Aleix Esparago, ha prolungato il suo contratto con la squadra italiana fino alla fine del 2022.

