La We’Re: vogliamo giocare a Ortona

2 Luglio 2014

I dirigenti: basket e volley possono convivere, troviamo un’intesa

ORTONA. L’indiscrezione riportata nell’edizione di ieri da il Centro secondo cui la Sieco Impavida Ortona potrebbe decidere di emigrare (a Chieti?) nel caso in cui non dovesse ottenere di nuovo, dal Comune, l’utilizzo esclusivo del palasport ha destato sorpresa nel movimento pallavolistico regionale. E anche un po’ di tensione negli ambienti sportivi cittadini. L’affido esclusivo dell’unico palasport in città è scaduto il 30 giugno scorso. E la We’Re Basket, neopromossa in serie C, ha chiesto di poterlo utilizzare nella prossima stagione. La Sieco Impavida rivorrebbe l’utilizzo esclusivo per poter portare avanti il progetto avviato negli anni scorsi. In mezzo c’è il Comune che tergiversa.

Ieri, comunque, i dirigenti della We’Re Ortona ha fatto conoscere il proprio pensiero. «E’ sbagliato contrapporre i due movimenti», hanno detto Carlo Valentinetti, Valerio Di Battista ed Enrico Di Sipio, dirigente della società ortonese, «noi abbiamo chiesto di poter giocare a Ortona, senza entrare in concorrenza con la Sieco Impavida. Siamo disponibili a trovare qualsiasi soluzione per quanto riguarda orari e gestione. Ma vogliamo tornare a casa. L’anno scorso, di questi tempi, ci era stato chiesto il sacrificio di attendere l’adeguamento del palasport di Caldari (frazione di Ortona, ndr) e di emigrare per qualche mese. Siamo andati a giocare fuori per un anno e ora vogliamo tornare a casa, ovvero a Ortona. In qualsiasi altro posto la convivenza tra sport diversi è possibile. Anche ad alti livelli, perché non a Ortona? Il Taraflex è un falso problema, lo si può smontare e rimontare. Noi», hanno aggiunto i dirigenti della We’Re basket, «siamo contrari solo al concetto di monopolio dello sport. Negli anni, a Ortona, pallavolo e basket hanno sempre convissuto, perché non dovrebbe farlo adesso? Abbiamo rispetto per l’Impavida e per quello che rappresenta, ma, nello stesso tempo, chiediamo di essere presi in considerazione e, soprattutto, di tornare a giocare a Ortona, così come ci spetta».

Ci sono già stati alcuni incontri per cercare di risolvere il problema, ma una soluzione non è stata individuata. «Abbiamo un settore giovanile florido e numeroso che, tra l’altro, tocca anche alcune realtà limitrofe, ma, chiaramente, è concentrato su Ortona», aggiungono Valentinetti, Di Battista e Di Sipio, «inoltre, abbiamo dei programmi ambiziosi: vorremmo portare in alto la pallacanestro a Ortona. Abbiamo buone intenzioni, vogliamo solo il nostro spazio. Quello che ci spetta. Senza andare a cozzare con gli interessi della Sieco Impavida».

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